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Cronaca Taormina

Nordio a Taormina sulla riforma della giustizia: "Saremo radicali sulla barbarie delle intercettazioni"

Il ministro ha toccato tutti i temi cruciali delle contestazioni intervenendo al festival Taobuk dove era da tempo programmato un suo intervento. La testimonianza del sindaco De Luca

"Ma vi pare che la mafia parli al telefono? Lo sanno di essere intercettati. Non parlano più nemmeno con i pizzini... Hanno ironizzato in Parlamento su questa frase. Ma è così".

La prima uscita pubblica del Guardasigilli Carlo Nordio dopo il varo della riforma sulla Giustizia è a Taormina. Il ministro ha toccato tutti i temi cruciali intervenendo al festival Taobuk dove era da tempo programmato un suo intervento per discutere del libro “Giustizia” alla XIII edizione della manifestazione dedicata proprio al tema “Giustizia e Libertà”.

L’incontro, introdotto dalla presidente di Taobuk Antonella Ferrarra e moderato dalla giornalista di AdnKronos Elvira Terranova, e dove è intervenuto anche il sindaco Cateno De Luca che ha portato come esempio la sua lunga vicenda giudiziaria che si è conclusa con le assoluzioni, ha regalato momenti di serrato confronto anche alla luce delle contestazioni di chi teme un ulteriore bavaglio alla libertà di stampa legato al divieto vietato riferire di intercettazioni se non sono contenute espressamente negli atti dei giudici ma anche un freno alle attività del pubblici ministeri che non potranno presentare appello contro le sentenze di proscioglimento.

Dall'abuso d'ufficio alla custodia cautelare: così il governo cambia la giustizia

“Quello che è successo al sindaco di Taormina è accaduto a molti altri”, ha detto Nordio che ha ricordato anche il processo contro Andreotti. "Sapete quanto costa un processo penale? Sapete quanto è costato il processo fatto a suo tempo contro Andreotti che è finito nel nulla? - ha aggiunto - E' costato un miliardo di lire alla difesa soltanto per fare le fotocopie. Per fare le fotocopie di un processo penale a 1.000 lire l'una all'epoca, erano un milione di copie, han dovuto spendere un miliardo solo per aver la fotocopia del fascicolo. Queste cose nessuno ne sa, nessuno le spiega ma quando il cittadino le soffre sulla sua pelle allora si rende conto di quanto la nostra giustizi debba essere di parte".

Tornando sulle intercettazioni: "Noi interverremo molto più radicalmente – spiega - Che questa sia una barbarie che costa 200 milioni di euro l'anno per raggiungere risultati minimi è sotto gli occhi di tutti. Spendiamo una cifra colossale per inchieste che raggiungono risultati minimi tra l'altro rovinando la vita delle persone", dice. "Vorrei ricordare che la legge impedisce la pubblicazione degli atti giudiziari e vengono pubblicati lo stesso e nessuno dice nulla. Ma la legge c'è già. I brogliacci della polizia non dovrebbero mai figurare perché la legge attuale dispone che questi brogliacci debbano essere depositati davanti al gip e debbano essere trascritti nella forma della perizia e nel contraddittorio delle parti. Perché molto spesso il brogliaccio della Polizia, quello finito intanto sui giornali è sbagliato. Perché magari l'intercettazione viene trascritta e interpretata da un maresciallo di Venezia che non capisce quanto dicono due siciliani e ha sbagliato a comprendere quanto dicono. E poi si scopre, con la trascrizione della perizia, che tutto quello scritto sui giornali è sbagliato. Non dico falso, che è ingannevole, ma era sbagliato".

E sui temi della giustizia anche il botta e risposta a distanza tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente dell'Anm Giusepe Santalucia "Se un magistrato singolarmente ritiene, dal suo punto di vista, che una legge sia sbagliata, nessuno ha il diritto di togliergli la parola o di dire che interferisce. In questo caso non era un magistrato qualunque. Era il rappresentante dei un sindacato di magistrati che aveva, prima ancora che fosse noto il testo del disegno di legge, pronunciato tutta una serie di critiche severissime. Tutte queste cose secondo me in corretto italiano significano interferenze - ha aggiunto Nordio - visto che tra l'altro non solo il ddl doveva ancora essere approvato ma queste parole provenivano da presidente di una associazione che si pone come interlocutrice della politica del governo senza tener conto che l'interlocutore istituzionale del governo e della politica non è il sindacato ma il Csm".

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