Niente ferie per il personale Asp, la contestazione del Nursing Up

L'organizzazione nella nota di Biagio Proto spara a zero contro il provvedimento dell'azienda sanitaria provinciale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Irragionevole pensare di negare il Diritto alle ferie al personale dipendente dell’ASP di Messina, da parte del management aziendale. Assurdo pensare che Infermieri, Medici, OSS, Tecnici di Radiologia, Tecnici di laboratorio, impegnati da mesi nella lotta al COVID-19, vengano ancora una volta penalizzati, dovendo forzatamente rinunciare anche alle ferie, anche dopo che nel periodo estivo molti non hanno potuto fare nemmeno le ferie previste per contratto, ma solo una parte. Di fatto, il personale subisce un danno che va’ ben oltre l’aspetto prettamente amministrativo, apparentemente marginale; questa decisione incide anche e soprattutto sulla sfera personale e
familiare. Non basta il rischio di contrarre l’infezione, che i professionisti sanitari, all’occorrenza “eroi”- affrontano nelle corsie combattendo il nemico invisibile, spesso con pochi DPI; ci si mette anche il datore di lavoro, ad appesantire la situazione, imponendo in maniera coercitiva ed unilaterale, senza nemmeno informare i rappresentanti dei lavoratori, anche il divieto di fruire di qualche giorno di riposo, utile, magari, a “staccare la spina”.

E’ la chiara ammissione di come gli organici siano ridotti, da anni, al lumicino. Quindi, la netta affermazione del fallimento del sistema sanitario regionalizzato, dell’aziendalizzazione del SSN. Pensiamo ai colleghi che lavorano nei Pronto Soccorso, nelle Terapie intensive, ma non solo: pensiamo anche ai colleghi delle degenze c.d. “normali”, dove il rischio sembrerebbe nullo, ma di fatto è latente e a volte si può manifestare all’improvviso. In queste realtà i DPI sono, fra l’altro, centellinati. E’ chiaro che il timore di contrarre il virus sia elevato. Tutto ciò genera il rischio “Burn out”. Ecco perché obbligare il personale a non poter fruire di qualche giorno di ferie per un tempo indefinito, appare una scelta pessima. Le aziende arrivano a queste drastiche decisioni, per via di anni di “mala gestio”, di tagli indiscriminati sul personale. Senza dimenticare i tagli alle strutture. Ora, in piena emergenza, in maniera affannosa, cercano di correre ai ripari, con questi escamotage, pur di avere quanto più personale disponibile nelle corsie. Chi paga, come sempre, sono i lavoratori e di riflesso gli utenti. Triste vedere come con una certa facilità le aziende cercano di risolvere così i problemi. Nursing Up Messina non ci sta. Abbiamo chiesto con una nota indirizzata al Direttore Generale e al Dirigente del Dipartimento cure ospedaliere dell’ASP di Messina, la revoca della disposizione che revoca le ferie a tutto il personale. Il personale sanitario, di supporto, è stanco. Spesso, vista la carenza di professionisti, soprattutto infermieri, molti sono chiamati a garantire rientri per coprire malattie che aumentano anche e soprattutto per via del COVID-19 che sta colpendo molta parte della comunità professionale. E’ palese, quindi, come lo stress lavoro-correlato aumenti;
come la paura di contrarre il virus, a causa anche della stanchezza psicologica sia elevata. Anche gli “eroi” sono umani
e hanno bisogno di ogni tutela.

Troviamo assurdo come il sistema tenda a sacrificare le poche risorse umane disponibili, con ogni mezzo, per colpe che, invece sono dovute alla inefficienza della gestione politica del SSN e Regionale degli ultimi 20 anni almeno. Abbiamo chiesto, come Nursing Up provinciale, all’ASP di Messina, oltre alla revoca della disposizione, anche il riconoscimento della indennità di “malattie infettive”, e l’utilizzo delle risorse aggiuntive regionali per i turni prestati in eccedenza. Mai, comunque, dette incentivazioni andrebbero a ripagare i sanitari del rischio corso, nessuno potrebbe sentirsi gratificato. In ogni caso, sarebbe il minimo che potrebbe essere fatto dal management dell’ASP di Messina, visto il grande senso di abnegazione, di sacrificio, disponibilità del personale tutto. Come Nursing Up Messina, di concerto con la segreteria regionale del Nursing Up Sicilia, chiediamo ai vertici dell’Assessorato alla Salute, al Presidente della Regione Sicilia di accelerare la tempistica utile alla liquidazione dei tanto sbandierati “bonus COVID” - che dalla scorsa primavera il personale attende. Fermo restando che anche quei “bonus” non potranno mai gratificare realmente i professionisti sanitari. In verità, i professionisti sanitari meritano contratti degni, in linea con la media europea. Ciò per cui, come Nursing Up a livello nazionale ci stiamo battendo e
chiediamo da tempo. Come Nursing Up Sicilia, da tempo abbiamo chiesto l’adeguamento degli organici, attraverso assunzioni concrete,
numericamente sufficienti a garanzia del diritto alla salute dei cittadini, con contratti a tempo indeterminato. E’ inaccettabile, sentir parlare ancora oggi, in piena emergenza e con la palese dimostrazione pratica di come gli errori del passato stiano amaramente emergendo, di assunzioni con contratti a tempo determinato, o peggio ancora di contratti a Partita IVA o tramite agenzie interinali ( il caporalato in versione moderna). I giovani professionisti, infermieri, ma non solo, devono avere le garanzie che solo contratti a tempo indeterminato e
pubblici sono in grado di offrire. Pensare di reclutare professionisti attraverso logiche obsolete, come purtroppo
accade, non offre garanzie né ai giovani colleghi, né tantomeno al sistema salute. Noi Infermieri, le professioni sanitarie tutte, il personale di supporto, non ci tiriamo indietro, continueremo ad affrontare l’emergenza a testa alta e a tutela del cittadino. Chiediamo solo condizioni di lavoro adeguate, nel rispetto assoluto delle norme che garantiscono la tutela dei lavoratori, oltre ai giusti riconoscimenti e le dovute gratificazioni di carattere economico. Il tempo degli “eroi” è finito. Il personale sanitario non desidera essere chiamato “eroe”,
desidera essere riconosciuto e trattato da professionista.

Le istituzioni regionali, le aziende sanitarie ascoltino le nostre istanze e diano riscontro alle nostre osservazioni e richieste. Come Nursing Up, chiediamo RISPETTO per gli Infermieri, per tutte le professioni sanitarie, per gli Operatori di supporto che più di tutti ci stanno mettendo anima e corpo per garantire i cittadini !!!!
 

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