Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Mascherine obbligatorie anche in Sicilia, si studia una misura soft per la fase 2

L'assessorato alla Salute sta già valutando una differenziazione tra zone all'aperto e luoghi dove è necessaria la protezione per la presenza contemporanea di molte persone. Il provvedimento già adottato in altre Regioni

Le mascherine? Da sole non fermano l’epidemia ma in Toscana sono già diventate obbligatorie e analogo provvedimento si sta valutando in Sicilia? Dopo l'ordinanza della Regione Lombardia, che ha introdotto questa misura strong (obbligo di mascherina o "altro indumento" per coprire naso e bocca) a causa dell’alto livello di contagi, in Sicilia - dove invece la diffusione del Covid è più contenuta - il governo regionale sta studiando se adottare lo stesso provvedimento per chiunque esca fuori di casa.

"Nessuna decisione però è stata ancora presa", questo è quanto filtra dall'entourage della presidenza della Regione. Tuttavia i tecnici dell'assessorato alla Salute starebbero valutando la necessità di far indossare a tutti i cittadini delle mascherine - o comunque altre coperture del viso - nel caso in cui si esca da casa. Magari con misure più soft rispetto alla Lombardia, ovvero un'eventuale differenziazione tra zone all'aperto e luoghi dove è assolutamente necessaria la protezione per via della presenza contemporanea di molte persone (strutture sanitarie, supermercati ecc...).

Ragion per cui non è escluso che nelle prossime settimane non venga emessa un’ordinanza del governatore Musumeci che possa disciplinare questo tipo di fattispecie. Potrebbe essere il preludio a nuove regole future che disciplineranno la convivenza dei cittadini fuori da casa quando si entrerà nella cosiddetta "fase 2", quella cioè in cui il distanziamento sociale sarà meno rigido. 

A sollecitare in tal senso anche il movimento Prima Termini con una lettera al presidente della Regione Nella Musumeci. A chiedere di rendere obbligatorio l’uso della mascherina per fermare la diffusione di Covid-19, in una nota congiunta, sono stati Pierluigi Marini, presidente Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani), Flavia Petrini, presidente Siarti (Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva) e Paolo De Paolis, presidente Sic (Società italiana di chirurgia). “A seguito della riconosciuta efficacia dell’uso di coprire naso e bocca in caso di malattie a diffusione per via aerea si sollecitano tutte le autorità e amministrazioni a provvedere affinché ciò venga recepito dalla totalità della popolazione. L’impiego non solo di mascherine (anche lavabili, riutilizzabili etc.) ma di qualunque altra barriera, sciarpa, foulard, visiera impedisce la dispersione delle goccioline che diffondono il virus e il conseguente contagio”.
“Anche in previsione di una progressiva riapertura delle attività questa dovrà essere la misura cardine - affermano i presidenti delle società scientifiche - che, quanto prima verrà attuata, tanto più ridurrà gli effetti devastanti di questa pandemia. Tale provvedimento, peraltro di modesto sacrificio a fronte di quelli necessariamente già presi, costituisce la prima e più importante barriera alla diffusione della malattia”.

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