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Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Mafia, svolta delle indagini su dieci omicidi avvenuti negli anni '90: in carcere sei membri del clan del "barcellonesi"

L'operazione dei carabinieri su tutto il territorio nazionale dopo un anno di accertamenti. Decisivi i racconti di un collaboratore di giustizia

A distanza di trent'anni arriva la svolta nelle indagini sui dieci omicidi di mafia avvenuti nell'hinterland barcellonese. All'alba di oggi è scattata un'imponente operazione condotta su tutto il territorio nazionale dai carabinieri del Ros (Reparto Operativo Speciale)con il supporto del Comando Provinciale di Messina e del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania. Un blitz che ha portato all'arresto di sette persone, sei delle quali appartenenti o indiziati di appartenere al clan dei "barcellonesi". L'input è arrivato dalla Procura Distrettuale Antimafia che ha acceso i riflettori sui delitti avvenuti negli anni '90 per al fine di agevolare le attività di cosa nostra nella città del Longano e sulla fascia tirrenica della provincia.

Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate nel gennaio 2023 dai Ros che hanno consentito di accertare come gli arrestati, alcuni dei quali già condannati con sentenza definitiva per essere capi e promotori dell’associazione di stampo mafioso dei “Barcellonesi”, abbiano preso parte, in qualità di mandanti o esecutori materiali, ai seguenti fatti di sangue, commessi nell’ambito della
cruenta guerra di mafia che ha afflitto negli anni novanta la Provincia di Messina

  • 1. omicidio di Ferro Angelo, avvenuto il 27.05.1993 a Milazzo (ME);
  • 2. duplice omicidio di Accetta Antonino e Pirri Giuseppe, rinvenuti cadaveri nel cimitero di Barcellona P.G. in data 21.01.1992 e uccisi il giorno precedente;
  • 3. omicidio di Ingegneri Carmelo, avvenuto in data 11.07.1992 a Barcellona P.G.;
  • 4. omicidio di Longo Francesco, avvenuto la sera del 28.12.1992 a Barcellona P.G.;
  • 5. omicidio di Anastasi Aurelio, avvenuto in data 04.01.1993 a Barcellona P.G.;
  • 6. omicidio (lupara bianca) di Italiano Giuseppe, avvenuto in epoca prossima al 24.02.1993 a
  • Barcellona P.G.;
  • 7. omicidio (lupara bianca) di Porcino Giuseppe, avvenuto in epoca prossima al 18.03.1993 a Barcellona P.G.; al riguardo, sono in corso attività di scavi finalizzati alla ricerca dci resti del
  • Porcino da parte di personale dei Carabinieri del ROS e di personale del Comando
  • Provinciale dei Vigili del Fuoco;
  • 8. attentato a colpi di arma da fuoco avvenuto in data 04.09.1993 a Barcellona P.G. che causò la morte immediata di Raimondi Sergio, Martino Giuseppe e quella successiva di Geraci  Giuseppe, sopravvenuta il 26.04.1994. Relativamente a tale fatto di sangue nel 2022 si è giunti alla condanna definitiva dell’ergastolo disposta nei confronti di uno degli imputati quale uno degli esecutori materiali nell’ambito di altro procedimento;
  • 9. omicidio di Abbate Giuseppe, avvenuto la sera del 16.02.1998 a Barcellona P.G.;
  • 10. omicidio di Ficarra Fortunato, avvenuto il 01.07.1998 a Santa Lucia del Mela (ME). Per tale delitto sono stati condannati, con sentenza passata in giudicato nel 2022, in altro procedimento altri cinque soggetti.

In particolare l’attività investigativa, avvalendosi anche delle recenti dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Salvatore Micale, già appartenente al sodalizio mafioso dei
barcellonesi, ha permesso di accertare che gli odierni indagati avrebbero nel complesso partecipato, con differenti ruoli, ai dieci agguati sopra elencati, tutti eseguiti con le classiche metodologie mafiose
utilizzando armi da fuoco e cogliendo di sorpresa le vittime, togliendo in totale la vita a tredici soggetti di età compresa tra 21 e 55 anni.

Nel corso delle indagini è inoltre emerso che taluni omicidi erano stati decretati dai vertici della famiglia mafiosa Barcellonese al fine di punire alcuni ragazzi poiché avrebbero commesso furti o spacciato sostanze stupefacenti senza aver ricevuto una preventiva autorizzazione da parte dell’associazione, comportamenti considerati potenzialmente idonei a minare l’autorità dei vertici del sodalizio.Il provvedimento si inserisce in un’ampia manovra di contrasto alla criminalità di tipo mafioso che l’Arma dei carabinieri sta conducendo nel Distretto di Messina sotto la direzione della locale
Procura della Repubblica. Gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile.

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