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Alessandra Musarra

Alessandra Musarra

Omicidio Musarra, in aula i medici legali delle due parti: "Ecco come è morta Alessandra"

Il processo sulla morte della 27enne di Santa Lucia Sopra Contesse. Davanti al giudice i periti nominati da difesa e parti civili. Presente anche la madre di Ioppolo: "Mio figlio già in cura da uno psicologo". Il giallo degli sms sul cellulare della ragazza

Alessandra è stata strozzata o è morta a causa di un forte trauma che ha comportato la rottura dell'osso ioide? Su questo dettaglio hanno duellato i medici legali di difesa e parti civili, oggi in tribunale per la nuova udienza sull'omicidio Musarra. Dettagli tutt'altro che trascurabili visto che la seconda ipotesi potrebbe far cadere l'intenzione omicida di Chrstian Ioppolo.

Ma andiamo per ordine. Secondo i medici legali Alessio Asmundo e Umberto Gulletta, nominati dalle parti civili a sostegno della famiglia Musarra, Alessandra quella tragica notte del 7 marzo 2019 è stata uccisa a mani nude. Davanti al giudice Massimiliano Micali, i due consulenti hanno fornito la loro ricostruzione sulle modalità del femminicidio avvenuto nella casa di contrada Campolino di Santa Lucia Sopra Contesse. Secondo i professionisti, Alessandra sarebbe morta per asfissia acuta, primitiva e meccanica causata dalla rottura dell'osso ioide. In poche parole Ioppolo avrebbe stretto una mano al collo della 27enne mentre con l'altra le tappava la bocca. Un particolare, secondo la relazione fornita dai medici legali, riscontrabile dalle ecchimosi alla mucosa gengivale della ragazza e da un'infiltrazione nella ghiandola tiroidea. Una tesi supportata inoltre dalle analisi delle fotografie scattate al cadavere e dai risultati dell'esame autoptico.

Ad assistere i familiari della vittima e le associazioni che si sono costituite, gli avvocati Oleg Traclò, Cettina La Torre, Maria Gianquinto, Antonio Centorrino e Rosaria Chillè.

Di tutt'altro avviso la tesi supportata dal medico legale nominato dalla difesa di Ioppolo curata dall'avvocato Alessandro Billè. Nella relazione si precisa che la rottura dell'osso ioide sarebbe stata causata da un trauma violento riconducibile a uno schiaffo o ad un forte scuotimento. Viene quindi esclusa la morte per strozzamento per mancanza di segni esteriori sul corpo della povera ragazza, solitamente presenti dopo questo genere di decesso. La conseguente asfissia potrebbe essere stata provocata da uno svenimento o da una lesione neurologica, ipotesi peraltro presa in considerazione dalla dottoressa Patrizia Napoli, medico legale nominato dal pm Marco Accolla.

Nel corso dell'udienza è stato inoltre ascoltato il dirigente sanitario del carcere di Gazzi che ha partecipato alla visita a cui è stato sottoposto Ioppolo prima di entrare in cella. Sul corpo del ragazzo non sono stati riscontrati segni di un'eventuale colluttazione con Alessandra che durante lo strozzamento avrebbe dovuto reagire d'istinto per liberarsi dalla presa dell'aguzzino, così come ribadito dalla difesa del giovane.

La famiglia di Ioppolo: "Christian era già in cura da uno psicologo"

A deporre la loro testimonianza anche la madre e la sorella di Christian Ioppolo. Le due donne hanno chiarito alla Corte le vicende cliniche del ragazzo. Ioppolo in passato è stato infatti in cura da uno psicologo, supporto di cui si avvaleva anche nel periodo immediatamente precedente la tragedia. 

Il giallo degli sms sul cellullare di Alessandra

Resta da chiarire inoltre chi è l'autore dei messaggi ritrovati sul cellullare della ragazza. Secondo la famiglia di Alessandra, sarebbe stato lo stesso Ioppolo a scriverli per depistare le indagini, accusando dell'omicidio una terza persona. Ma, così come affermato dalla difesa durante l'udienza, il linguaggio e la sintassi utilizzati negli sms escluderebbero tale possibilità. Ioppolo, infatti, secondo la  madre soffre di una dislessia che non gli permette di scrivere testi lunghi senza commettere errori.

Alessandra e Christian avevano festeggiato insieme San Valentino

Dal diario di Alessandra, messo agli atti ma non ancora acquisito, si evincerebbe che i due fidanzati erano stati insieme il 14 febbraio 2019 per festeggiare San Valentino. Un particolare, secondo i difensori dell'imputato, che indicherebbe un rapporto normale tra i due, al pari di ogni altra coppia che si ama e che vive una relazione normale, nulla che farebbe presagire la tragedia accaduta poco più di venti giorno dopo quell'incontro. 

Il dibattimento è rinviato al prossimo 28 ottobre. In quella data verranno sentiti i consulenti psichiatrici della difesa, ma potrebbe esserci anche un'eventuale esame di Ioppolo che finora ha seguito tutto in videoconferenza. 

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