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Venerdì, 12 Aprile 2024
Cronaca

Omicidio Bottari, il danno e la beffa: dimenticata anche la Casa dello Studente che porta il suo nome

Il monito dell'associazione Atreju: "Quel crimine è rimasto il ricordo di uno dei periodi più cupi della nostra università, vorremmo che tutti gli enti responsabili si facciano carico di non far diventare la struttura di via Cesare Battisti, il simbolo di un'altra ingiustizia"

La sera  del 15 gennaio 1998, poco dopo le 21, nei pressi dell'incrocio tra il Viale Regina Elena ed il viale Annunziata, veniva barbaramente assassinato il professore Matteo Bottari, primario di Endoscopia e docente associato presso la Facoltà di Medicina.

L'omicidio che ha poi determinato l'apertura del “Caso Messina” resterà una pagina buia senza mandanti né esecutori che svelerà però imbarazzanti intrecci tra Università di Messina e Palazzo di Giustizia, un "verminaio", come lo definì il vicepresidente dell'allora commissione nazionale Antimafia dopo una sequela di audizioni che hanno lasciato ammonimenti ormai dimenticati.

Di Bottari resta solo una targa alla Casa dello Studente di Via Cesare Battisti, dimenticata anche quella.

A ricordarlo oggi sono i componenti dell'associazione Atreju, fra i pochi che continuano a mantenere vivo il ricordo.

Matteo Bottari, un omicidio delle coscienze

"Il mese di gennaio si apre - come ogni anno - con la commemorazione che la comunità studentesca di “Atreju” organizza per il Prof. Matteo Bottari, barbaramente ucciso il 15 Gennaio del 1998. Un omicidio a cui ancora oggi purtroppo manca un colpevole e che ha indelebilmente segnato una pagina buia della nostra Università e della nostra Città - scrivono - Se da un lato dopo ormai 26 anni, ancora nessuno ha pagato per questo crimine, vi è l’ulteriore beffa dello studentato di Via Cesare Battisti che porta il nome del Professore scomparso, da anni chiusa in attesa di ristrutturazioni e con continui rinvii di apertura da parte della Regione Siciliana. Una struttura che ad oggi sarebbe fondamentale per gli studenti del nostro Ateneo, dato che, numeri alla mano, gli alloggi consegnati al corpo studentesco sono appena 275, divisi tra gli studentati di Annunziata, Papardo e Gravitelli, con tantissimi ragazzi idonei, ma non attualmente beneficiari. In rappresentanza di chi avrebbe il diritto di ottenere un posto letto, ma non ne avrà momentaneamente la possibilità, chiediamo una data definitiva in cui la casa dello studente sarà finalmente fruibile per lo scopo per cui è stata concepita. Il crimine commesso nei confronti del Professore Bottari, è rimasto il ricordo di uno dei periodi più cupi della nostra università, e per questo vorremmo che tutti gli enti responsabili si facciano carico di non far diventare la struttura di via Cesare Battisti, altro simbolo di una delle opere incompiute della nostra terra, condannando l’ormai compianto Professore ad un ulteriore ingiustizia che porta il suo nome".

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