Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Il camionista Carmelo Martino Rizzo è stato ucciso dalla mafia barcellonese: la Procura chiude il cerchio dopo 20 anni

Arrestati mandante ed esecutore del delitto avvenuto nel maggio 1999 sulla Salerno-Reggio Calabria. L'autotrasportatore punito per uno sgarro a una ditta protetta dai clan. Le indagini della Procura di Potenza

Dietro la morte dell'autotrasportatore Carmelo Martino Rizzo, assassinato la notte del 4 maggio 1999, c'era la mafia barcellonese.

E' quanto ha stabilito, a più di vent'anni di distanza, la procura di Potenza che ha riconosciuto colpevoli dell'omicidio il 45enne Basilio Condipodero, esecutore del delitto insieme al 45enne Stefano Genovese già condannato, e il 58enne Giovanni Rao, ritenuto il mandante. 

Entrambi sono stati arrestati in esecuzione di ordinanze di custodia in carcere emesse dal Tribunale del Riesame di Potenza, poi confermate in Cassazione. I due dovranno rispondere di omicidio volontario, detenzione e porto di armi a fuoco, con l'aggravante del metodo mafioso. 

Le indagini sono state svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza e condotte dagli agenti di polizia della sezione Criminalità organizzata della squadra mobile del capoluogo lucano.

I fatti

La notte del 4 maggio 1999 il 28enne Carmelo Martino Rizzo, camionista di Barcellona Pozzo di Gotto, è in viaggio lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Decide di fermare il mezzo in una piazziola di sosta, all'altezza di Lauria. Lì viene raggiunto e ucciso dai sicari. Il suo corpo viene rinvenuto alcune ore dopo all'interno dell'autoarticolato che stava guidando.

Un vero e proprio agguato su cui adesso la Procura ha fatto piena luce. Secondo quanto scoperto dalle indagini, si è trattato di un'azione omicidiaria svoltasi in Basilicata, ma indirizzata ad affermare e agevolare l'attività mafiosa della cosca barcellonese in stretto collegamento con i clan palermitani e catanesi. 

Secondo l'inquirenti, la vittima sarebbe stata punita per il furto di un mezzo escavatore a una ditta protetta dalla mafia in quanto sottoposta al pagamento del pizzo. 

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