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Cronaca

Ucciso e bruciato all'interno della sua auto, per la Procura non c'è un colpevole: inchiesta archiviata

Resta un giallo l'omicidio di Riccardo Ravidà avvenuto nel luglio del 2022 nelle campagne di Fiumedinisi. Chiuse le indagini dopo gli accertamenti su dieci persone

Chi e perché ha ucciso nel luglio 2022 Riccardo Ravidà non ha un volto e nemmeno un nome. Il gip Monia De Francesco ha archiviato le indagini sull'efferato omicidio avvenuto quasi un anno e mezzo fa nelle campagne di Fiumedinisi. Nessuna svolta dopo gli accertamenti della Procura su dieci persone che alla fine sono risultate estranee alla vicenda. Numerose le perquisizioni e le analisi condotte dagli investigatori subito dopo il ritrovamento del cadavere del pastore 34enne con il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Giulia Falchi insieme al procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e al sostituto della Dda Fabrizio Monaco. Ma quanto accaduto resta al momento un giallo vista anche la zona isolata dove è avvenuto l'omicidio e l'assenza di testimoni che ha reso difficile il lavoro degli inquirenti finalizzato a ricostruire tutte le fasi del delitto.

Il 26 luglio 2022 Ravidà sarebbe dovuto tornare nel carcere di Gazzi dove stava finendo di scontare la sua pena. Ma l'uomo, una volta terminata l'attività in campagna consentita dal giudice, non si è presentato nella struttura penitenziaria facendo quindi scattare gli opportuni controlli. Verifiche effettuate dai carabinieri che successivamente hanno scoperto il cadavere all'interno di una Toyota distrutta dalle fiamme in contrada Ferrera, nei valloni tra Fiumedinisi e Alì. 

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