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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Gli studenti di Atreju ricordano Matteo Bottari: “Non ti abbiamo dimenticato, vogliamo verità e giustizia"

La commemorazione a 24 anni dall'omicidio alla presenza del rettore. Ciccio Rizzo: " Oggi, come ieri, è necessario andare fino in fondo per non ricadere in una finta calma, nata dall’oblio”

Momento di riflessione a cura dell’Associazione Universitaria “Atreju - La compagnia degli studenti” per commemorare il professore Matteo Bottari, primario di Endoscopia e docente associato presso la Facoltà di Medicina barbaramente assassinato in circostanze ancora misteriose il 15 gennaio 1998, alle ore 21.20, nei pressi dell'incrocio tra il Viale Regina Elena ed il viale Annunziata. Un omicidio che non ha ancora, a 24 anni di distanza,  nè mandante nè un movente.

All'inziativa, che si è svolta oggi al rettorwato dell'Università, ha partecipato anche il rettore Salvatore Cuzzocrea che ha ribadito la speranza e l’interesse dell’Università affinché si faccia luce su questo efferato delitto, ricordando come l’Università al fine di tenere viva la memoria del professore Bottari ha intitolato il 28 maggio 2019 alla memoria dell’Illustre accademico il “Palacongressi” del Policlinico universitario, dando seguito all’intitolazione della “Casa dello studente” di via Cesare Battisti avvenuta nel 2018 su richiesta delle Associazione Atreju.

Bottari, dal "caso Messina" a un omicidio per caso

“Ricordo bene quei mesi caratterizzati da un senso di smarrimento superato solo dalla speranza che si potesse fare chiarezza, spazzando le nebbie che avvolgevano la città. Ricordo la rabbia che ci portò a manifestare e a rifiutare le etichette affibbiate al nostro Ateneo ed alla nostra Messina, ricordo bene quel sentimento che ci portò a ribellarci al fine di non sottostare alla cappa dell’omertà. Oggi, come ieri, è necessario andare fino in fondo per non ricadere in una finta calma, nata dall’oblio” ha dichiarato l’avvocato Ciccio Rizzo, rappresentante degli Studenti in quegli anni.

“Ancora oggi, a distanza di quasi un quarto di secolo, continuiamo a chiedere giustizia e verità, per poter dare speranza a tutti quei giovani che sognano un futuro migliore nella loro terra. Ciao Matteo, non ti abbiamo dimenticato”, ha dichiarato Guglielmo Gullifà, senatore accademico dell’Università.

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