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Ucciso con un colpo di pistola alla testa e gettato in un canale, ergastolo per i due killer

La sentenza della Cassazione sull'omicidio del vigile del fuoco Roberto Scipilliti del gennaio 2017. Massima pena per Fabrizio Ceccio e Fortunata Caminiti. Giudicati inammissibili i ricorsi dei legali della coppia

Sono stati condannati all'ergastolo Fabrizio Ceccio e Fortunata Caminiti, la coppia responsabile dell'omicidio di Roberto Scipiliti. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza emessa ieri dopo che i giudici hanno considerato inammissibili i ricorsi presentati dai legali Massimo Marchese e Salvatore Silvestro. Confermato quindi il verdetto già emesso in Appello nel luglio del 2019. Disposto anche il risarcimento ai familiari dell'uomo, costituitisi parte civile e rappresentati dagli Antonio Roberti, Maria Pia D'Arrigo e Giovanni Longo.

Scipilliti fu ucciso con un colpo di pistola alla nuca il 5 gennaio 2017. Il suo corpo fu ritrovato in un burrone dieci giorni dopo nelle campagne di Savoca dopo estenuanti ricerche. Non del tutto chiarito il movente dell'omicidio, gli investigatori si concentrarono subito su una possibile controversia economica tra la coppia e il vigile del fuoco. Ad incastrare Ceccio e Caminiti furono le immagini di videosorveglianza che inquadrono la Fiat Panda, noleggiata per l'occasione, sul luogo del successivo ritrovamento del cadavere. Nell'abitacolo emersero tracce di sangue. 

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