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Cronaca Gioiosa Marea

L'omicidio e 15 coltellate per uccidersi, primi dettagli dall'autopsia sulla tragedia di Tindaro e Maria

Terminati gli accertamento legale sui due coniugi morti lo scorso 10 marzo a Gioiosa Marea. La Procura ha restituito i corpi alla famiglia

La Procura di Patti ha concesso il nulla osta per il dissequestro dei corpi di Tindaro Molica Nardo e Maria Buttò. Potranno quindi essere celebrati a breve i funerali dei due coniugi trovati morti lo scorso 10 marzo nel loro appartamento di Gioiosa Marea. Ieri il medico legale Elvira Ventura Spagnolo ha terminato l'autopsia per la quale è stata incaricata dal procuratore capo Angelo Cavallo e dal sostituto Federica Urban. Dai primi riscontri dell'esame, lungo e articolato per approfondire ogni elemento utile, ha trovato di fatto conferma quanto già trapelato dai rilievi condotti dagli investigatori all'inizio delle indagini sull'omicidio-suicidio. Ma ci vorranno i consueti novanta giorni per depositare la perizia.

L'arma utilizzata è stata un grosso coltello da cucina con il quale, così come finora accertato, Molica Nardo ha colpito la moglie tre volte causandole ferite mortali a cuore e polmoni. Poi ha deciso di togliersi la vita pugnalandosi quindici volte in varie parti del corpo fino al decesso. Una tragedia nata da una crisi del rapporto tra i due che durava almeno dall'estate scorsa, alimentata dalla gelosia del 65enne, militare in pensione. Gli inquirenti hanno ricostruito l'ultimo periodo della coppia con interrogatori, rilievi e perquisizioni nell'appartamento di via Casani. La mattina di cinque giorni fa la lite in cucina poi degenerata, poi il messaggio audio che Molica Nardo ha inviato alla figlia dal contenuto inequivocabile: "Ho ucciso la mamma, addio".

A ritrovare i cadaveri è stato un parente

Quella mattina nessuno ha sentito nulla, a dare l'allarme è stata proprio la figlia dopo aver ricevuto il messaggio intorno alle 8.30. Sul posto è giunto un cugino della donna che abitava nelle vicinanze, ha aperto la porta con le chiavi di riserva e si è trovato davanti uno spettacolo terribile. I due corpi erano in cucina, uno di fronte all'altro e in una pozza di sangue. Poi la chiamata ai carabinieri e l'inizio dei primi rilievi della Scientifica. Molica Nardo non deteneva armi. Poco tempo fa aveva consegnato ai carabinieri un fucile da caccia di sua proprietà che non voleva più utilizzare.

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