Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca Ucria

Duplice omicidio di Ucria: resta in carcere Salvatore Russo

Il Riesame ha confermato l'ordinanza del gip. I legali del 29enne avevano chiesto la scarcerazione per carenza di gravi indizi di colpevolezza

Resta in carcere il 29enne Salvatore Russo, indagato per il duplice omicidio avvenuto ad Ucria lo scorso 15 agosto.

Il tribunale del Riesame ha confermato infatti l'ordinanza del gip di Patti Ugo Molino, non accogliendo la richiesta di annullamento dell'imputazione per carenza di gravi indizi di colpevolezza presentata dalla difesa del ragazzo. 

I legali del 29enne, gli avvocati Turi Leotta e Luigi Bellissima, intendevano ottenere la scarcerazione o gli arresti domiciliari per Russo poiché non sussistevano, secondo il memoriale, esigenze cautelari.

Paternò in piazza per chiedere la scarcerazione di Russo

Ma per il tribunale esiste il rischio di reiterazione del reato e  Russo resta dunque nel carcere di Catania dove è rinchiuso da più di un mese. 

La difesa, intanto, continua a sostenere la tesi della legittima difesa secondo cui il 29enne di Paternò avrebbe sparato a Fabrizio e Antonio Contiguglia nel disperato tentativo di salvarsi la vita. 

La vicenda

La sera dello scorso 15 agosto il giovane di Paternò in ferie nel comune dei Nebrodi,  ha sparato e ucciso Antonino e Fabrizio Contiguglia, zio e nipote, e ferito un terzo parente, Salvatore Contiguglia. Un omicidio scaturito da una lite per un parcheggio che i Contiguglia, uno dei quali, Domenico, già noto alle forze dell’ordine per reati di mafia, si erano ricavati abusivamente.

Dopo le prime indagini, è  risultato evidente che le vittime avevano organizzato una spedizione punitiva ma hanno avuto la peggio con la loro stessa pistola, quella che avevano portato con se per dare una lezione alla famiglia di Russo.

Dalle indagini non è escluso che vero bersaglio dei Contiguglia fosse il cognato di Salvatore Russo, Daniele Balsamo, 38 anni, che risuta a sua volta indagato perché coinvolto nella rissa. Anche Balsamo, infatti, difeso a sua volta dall’avvocato Luigi Bellissima, si trovava con lui in quel momento della sparatoria mentre in casa erano asserragliate le donne con i bambini piccoli.

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