Cronaca Ucria

Duplice omicidio ad Ucria, si attende il verdetto del Riesame: per la difesa di Russo non ci sono veri indizi di colpevolezza

Sentenza attesa nei prossimi giorni. Oggi accusa e difesa hanno depositato i rispettivi memoriali. I legali del 29enne di Paternò chiedono la scarcerazione e insistono sulla legittima difesa

Si conoscerà tra pochi giorni la decisione del tribunale del Riesame su Salvatore Russo, indagato per il duplice omicidio avvenuto a Ucria la sera di ferragosto.

Oggi in aula accusa e difesa hanno depositato i rispettivi memoriali.

L'udienza, inizialmente prevista per lo scorso 16 settembre, era stata rinviata a questa mattina dopo la richiesta dei legali di Russo che hanno avuto bisogno di più tempoper esaminare il fascicolo di oltre mille pagine depositato dagli inquirenti.

Paternò scende in piazza per difendere Russo

Stamane, i legali del giovane, gli avvocati Turi Leotta e Luigi Bellissima, hanno insistito sulla richiesta di annullamento dell'imputazione per la carenza di veri indizi di colpevolezza. Per Russo è stata infatti richiesta la scarcerazione o l'eventuale restrizione ai domiciliari.

La difesa, infatti, porta avanti la tesi della legittima difesa secondo cui il 29enne di Paterò avrebbe sparato a Fabrizio e Antonio Contiguglia nel disperato tentativo di salvarsi la vita. 

La vicenda

La sera dello scorso 15 agosto il giovane di Paternò in ferie nel comune dei Nebrodi,  ha sparato e ucciso Antonino e Fabrizio Contiguglia, zio e nipote, e ferito un terzo parente, Salvatore Contiguglia. Un omicidio scaturito da una lite per un parcheggio che i Contiguglia, uno dei quali, Domenico, già noto alle forze dell’ordine per reati di mafia, si erano ricavati abusivamente.

Dopo le prime indagini, è  risultato evidente che le vittime avevano organizzato una spedizione punitiva ma hanno avuto la peggio con la loro stessa pistola, quella che avevano portato con se per dare una lezione alla famiglia di Russo.

Dalle indagini non è escluso che vero bersaglio dei Contiguglia fosse il cognato di Salvatore Russo, Daniele Balsamo, 38 anni, che risuta a sua volta indagato perché coinvolto nella rissa. Anche Balsamo, infatti, difeso a sua volta dall’avvocato Luigi Bellissima, si trovava con lui in quel momento della sparatoria mentre in casa erano asserragliate le donne con i bambini piccoli.

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