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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

La variante Omicron e la fine della pandemia, cosa dicono gli esperti

Con una mutazione contagiosissima e poco letale la fase acuta della quarta ondata potrebbe arrivare molto presto. Ma sul futuro pesano ancora molte nubi

Omicron segnerà davvero la fine della pandemia? Nel breve periodo (forse) sì, ma nel lungo resta alto il pericolo di una nuova variante più pericolosa di quella che stiamo imparando a conoscere. Questo in buona sostanza il sunto di quanto viene affermato dall'Oms e da gran parte della comunità scientifica sulla situazione in atto. Il fatto che la nuova mutazione sia così contagiosa potrebbe portare in breve tempo all'immunizzazione di un gran numero di soggetti e dunque ad un crollo della curva dei casi (del resto sta già accadendo in diversi Paesi), ma nel futuro più lontano tutto è ancora possibile. Compreso l'arrivo di una variante più patogena di Omicron. 

L'Organizzazione mondiale della sanità fa riferimento all'ingresso "in una nuova fase"  con "una plausibile speranza di stabilizzazione, ma è troppo presto per abbassare la guardia" ha fatto sapere il direttore dell'Oms Europa, Hans Henri Kluge.

Secondo il dg dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus invece esistono "diversi scenari su come potrebbe andare la pandemia e su come potrebbe finire la fase acuta, ma è pericoloso presumere che Omicron sarà l'ultima variante o che siamo alla fine dei giochi. Al contrario, "a livello globale le condizioni sono ideali per l'emergere di più varianti".

 "Ogni Paese si trova in una situazione unica e deve tracciare una via d'uscita dalla fase acuta della pandemia con un approccio attento e graduale", ha esortato pur riconoscendo che "non ci sono risposte facili". Ma se i Paesi utilizzano le strategie e gli strumenti oggi disponibili "in modo completo possiamo porre fine alla fase acuta della pandemia quest'anno: possiamo porre fine a Covid come emergenza sanitaria globale e possiamo farlo" nel 2022.

Andreoni è scettico: "Non ci sono elementi sufficienti per dire che la pandemia è finita"

E' categorico Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). "Oggi non ci sono elementi sufficienti per dire che con Omicron è arrivata la fine della pandemia. Tutta questa sicurezza potremmo averla tra un po'".

"Certamente la variante Omicron ci sta facendo avvicinare molto a quelle che sono le caratteristiche di un virus circolante in una fase endemica - osserva Andreoni - e anche l'immunità che si sta raggiungendo con i vaccini e i guariti è indicativa di una endemia". Secondo l'infettivologo "questo elemento non ci porta molte garanzie sul fatto che non si possa affacciare un'altra variante con caratteristiche che rendano i vaccini meno efficaci". 

Cicozzi: "Questa variante ci dà la svolta, è contagiosissima e poco letale"

Certo è che nel breve periodo le cose potrebbero andare in maniera diversa. Ne è convinto Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. "E' fuori discussione - dice l'esperto all'Adnkronos Salute - che questa variante è quella che ci dà un po' la svolta, perché è molto contagiosa e pochissimo letale. E' una variante che finalmente" si comporta come fanno i virus, "ovvero infetta e si moltiplica il più possibile, quindi fa il suo lavoro proprio a livello evolutivo. Perciò tenderà a diventare endemica, resterà con noi e questo potrà significare che i fragili magari faranno un vaccino ogni anno come per l'influenza".

Tutto questo a meno di brutte sorprese, avverte l'epidemiologo. "Il virus si endemizzerà perché diventerà una virosi, cioè un passaggio di virus uomo-uomo. Ma c'è l'incognita del passaggio uomo-animale-uomo - mette in guardia Ciccozzi - Pensiamo ai criceti che si sono infettati, ai procioni, e non dimentichiamo i visoni o i casi dei felini. E' sempre una zoonosi. Se questo accadesse, ed è possibile, sarebbe un guaio - avverte - perché in quel caso il virus si adatterebbe a quell'animale e poi ripasserebbe a noi perché da noi c'è già stato e quindi sa come fare. Per questo va sorvegliato e va studiato anche il passaggio animale del Covid".

Bassetti: "Non possiamo usare le stesse norme di un anno fa"

Anche Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova, guarda al bicchiere mezzo pieno. "I numeri sono evidenti: tra le persone ieri ricoverate in terapia intensiva e quelle di 10 giorni fa c'è una stabilità. Siamo in una fase in cui non c'è stato un incremento degli accessi in rianimazione e questo oggi deve essere, insieme al dato delle aree mediche, l'indicatore più importante. Siamo arrivati al picco e questa settimana speriamo di scendere anche con i ricoveri, ma ci vuole un po' di tempo per dimettere una persona come ci vorrà tempo per vedere un calo dei decessi" dice Bassetti. L'infettivologo genovese aggiunge poi che "la comunità scientifica è concorde nel dire che si sta andando verso fine della pandemia e per questo credo che vada cambiata la strategia, non possiamo usare le stesse norme e procedure di un anno fa".

Abbiamo raggiunto il picco?

Quanto all'ondata in atto, che poi è la cosa che forse interessa più gli italiani, il picco potrebbe essere stato già raggiunto. "Ci sono buone notizie" ha detto ieri il commissario all'emergenza Francesco Figliuolo. "Sembra che siamo arrivati al plateau della curva per ciò che riguarda l'Omicron e si sta andando in discesa". "Speriamo che questo sia il trend consolidato" ha aggiunto. "Negli ultimi due giorni anche in Lombardia il numero degli ingressi in ospedale è inferiore al numero dei dimessi. Questo fa ben sperare". In effetti anche lunedì, così come negli ultimi giorni, sono stati registrati meno contagi della settimana precedente. Un calo che per ora è contenuto, mentre è più evidente il rallentamento dei ricoveri ospedalieri. Il che potrebbe far presumere che nei giorni di picco della variante Omicron il numero dei contagi fosse sottostimato. E dunque il calo sia più deciso di quanto sembri. Ma si tratta solo di un'ipotesi. 

Fonte: Today.it

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