Cronaca

Insulti choc e minacce sui social perchè è bisessuale, denunciato un docente dell'Università

“Fr***o perso”, “Fatelo tornare giù e vedi come lo pestano, tanto a questi piace pure”. Ecco alcuni dei commenti finiti nell'esposto di uno studente. Il sostegno delle associazioni Liberazione Queer+ Messina, Link e Udu che chiedono al rettore un intervento immediato

 “Fr***o perso”, “Per questo militanza è parlare dei suoi pruriti sessuali”,  “Fatelo tornare giù e vedi come lo pestano, tanto a questi piace pure”.

Mentre in tutta Italia dilaga la polemica dopo le dichiarazioni di Fedez che dal palco del primo maggio difende la legge Zan e attacca la Lega e Pillon, a Messina scoppia un caso destinato a fare discutere a lungo.

E’ la storia di un ragazzo queer bisessuale attaccato con frasi choc da un professore dell’Università di Messina su facebook dopo aver pubblicato sui social una riflessione sul “cat-calling”.

Insulti omofobi da un docente, il rettore: “Inaccettabili”

L’episodio risale al 7 aprile ed è già stato segnalato al rettore del’Università di Messina, Salvatore Cuzzocrea, da associazioni studentesche ma è anche oggetto di una circostanziata denuncia da parte di Liberazione Queer+ Messina che è scesa a fianco dello studente.

Top secret al momento il nome del professore su cui Liberazione Queer+ Messina, Link e Udu chiedono all’Ateneo di intervenire. Ma quello che si sollecita è anche “un intervento strutturale contro la violenza omolesbobitransfobica all’ordine del giorno, anche nei contesti universitari”.

Stavolta, però, si è andati oltre. Per questo Liberazione Queer+, dopo aver supportato il ragazzo in questione nel denunciare il professore alle autorità competenti, ha deciso di divulgare la vicenda. La lunga lettera del ragazzo vittima degli insulti sarà pubblicata domani integralmente. Il giovane spiega che il docente dopo un suo commento  riguardo il cat-calling su un gruppo privato (da cui è stato bannato per sessismo e omofobia), ha cominciato a commentare suoi vecchi post insultando lui e alcuni suoi amici, dicendo che “gli etero non li avrebbero dovuti mettere al mondo”.

“Facendo screen dei miei post – scrive il giovane - pubblicandoli sul suo profilo, incitò i suoi amichetti ad andare sul mio profilo sostanzialmente ad insultarmi, dando il meglio di sé. (…) In quel momento ho pensato: e se lo rifacesse? Se lo rifacesse con uno più piccolo, con meno reti, esattamente come me 7 anni fa? Altre vite devastate? Per questo questa volta ho deciso di denunciare, perché oggi sono in una comunità, oggi al mio fianco ci sono Liberazione Queer+ e Arcigay Messina insieme ad altre realtà: non sono solo, mai più.”

Liberazione Queer+ Messina, che da qualche tempo ha attivato uno sportello per raccogliere segnalazioni e supportare le vittime di violenza omolesbobitransfobica, sulla vicenda è sul piede di guerra: “E’ già molto grave se fosse accaduto in un contesto non accademico, ma così è veramente assurdo. Con la nostra Consultoria ci siamo attivati per rispondere a segnalazioni come queste, è ora che l’Università faccia la sua parte” ha dichiarato Salvo Bertino, referente dell’associazione.

Ad attivarsi anche due associazioni studentesche dell’UniMe, Link e Udu fanno sapere che hanno scritto una lettera al Rettore per avere un incontro, dichiara Michelangelo Billé di Link Messina: “Che sia successo ad opera di un professore universitario non ci stupisce, diciamo da tempo che c’è bisogno di una politica strutturale per arginare i fenomeni di omolesbobitransfobia all’interno dell’Ateneo. Adesso il rettore ci incontri, insieme troveremo una soluzione”. Rincara la dose Alice Borgia di UDU “La violenza di genere è all’ordine del giorno, questo vale per la comunità Lgbtq+ e per tutte le studentesse. Siamo convinti che il Rettore vorrà incontrarci per progettare insieme interventi sia sul piano dei regolamenti che della formazione”.

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