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Operazione Ottavo cerchio, chiesta la revoca dei domiciliari per l'autista Parialò: "Sono innocente"

Il dipendente del ministero Grazia e Giustizia è comparso davanti al gip Militello per l'interrogatorio di garanzia. Si è dichiarato estraneo ai reati a lui contestati

Si dichiara totalmente estraneo ai fatti l'autista del ministero Grazia e Giustizia Angelo Parialò, coinvolto nell'operazione "Ottavo cerchio".

Il dipendente, in servizio al tribunale di Messina, si trova attualmente agli arresti domiciliari con l'accusa di aver contribuito a diffondere informazioni riservate sulle indagini della Procura nei confronti di Marcello Tavilla sfruttando la sua vicinanza al magistrato Vito Di Giorgio.

Parialò questa mattina è comparso davanti al gip Maria Militello per l'interrogatorio di garanzia. Il dipendente, assistito dagli avvocati Giuseppe Ventura Spagnolo e Felice Gemelli, ha risposto esaustivamente alle domande formulate dal giudice e dal pm, dichiarando la sua innocenza rispetto ai reati contestati dagli inquirenti con una corposa documentazione a corredo della tesi difensiva. 

Ottavo cerchio, i nomi degli arrestati

I suoi legali, intanto, hanno presentato richiesta di revoca della misura degli arresti domiciliari a cui l'autista è sottoposto dallo scorso 3 marzo.
 

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