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Certificati di invalidità falsi in cambio di mazzette: 61 rinvii a giudizio per truffa ai danni dell'Inps

Si aprirà il 6 maggio al Tribunale di Patti il maxi processo scaturito dall'operazione Pathology che ha sgominato una articolata associazione a delinquere finalizzata a richiedere misure previdenziali in cambio di mazzette. Sul banco degli imputati avvocati, medici e funzionari

Una coppia di coniugi a capo di una articolata associazione a delinquere finalizzata, secondo l'accusa, alla richiesta di pensioni di invalidità e altre misure previdenziali all'Inps, in cambio di mazzette, causando un danno per la pubblica amministrazione stimato in oltre un milione di euro. Con l'operazione Pathology è stata sgominata la banda di truffatori dopo le indagini dei carabinieri di Patti, coordinate dal procuratore capo Rosa Raffa, che hanno documentato diversi episodi.

Due tronconi di indagini per due associazioni a delinquere intrecciate fra loro, dove a capo di una spiccano l'avvocato Anna Ricciardi e il medico Franco Piscitello, e l'avvocato Teresa Notaro con l'assistente Maria Gaetano, supportate da Piscitello, dall'altra. 

Sessantuno, delle oltre cento persone coinvolte inizialmente, sono state rinviate a giudizio, con l'accusa, a vario titolo, di truffa, falso, peculato e abuso d'ufficio. Nell'inchiesta figurano avvocati, medici, funzionari dell'Inps, caf e periti. Un sistema compenetrato nell'hinterland di Patti e Brolo che poteva contare sull'appoggio di diversi soggetti con ruoli ben definiti per portare a termine, secondo l'accusa, le cause civili per l'invalidità in cambio di elargizioni di denaro che andavano da poche centinaia di euro per i medici a migliaia di euro per i vertici dell'associazione. 

Un primo processo si aprirà il 6 maggio al Tribunale di Patti secondo quanto stabilito dal giudice per l'udienza preliminare di Patti, Ugo Molina, che nell'udienza del 25 gennaio ha pronunciato il non luogo a procedere per altri 12 coinvolti. L'accusa è sostenuta dai pm Alessandro Lia e Giorgia Orlando. Altri capi di imputazione sono stati stralciati dal giudice per l'udienza preliminare e costituiranno un fascicolo a parte. Si tratterebbe dei soggetti che sono stati beneficiari delle prestazioni. 

Ricciardi e Piscitello: le cause pilotate e i certificati falsi 

Lei, Anna Ricciardi, avvocato. Lui, Franco Piscitello, medico. I due, finiti ai domiciliari, sono considerati a capo dell'associazione che, grazie al supporto dei gestori dei patronati Vincenzo Princiotta, Ilenia De Luca e Rosario Lo Presti, reclutavano clienti e pilotavano le cause, sovrintendendo alla gestione delle pratiche, e ottenendo la massimizzazione dei guadagni dei caf. 

Anna Ricciardi e Franco Piscitello, oltre a rivestire funzioni direttive nell'associazione, secondo gli inquirenti, sceglievano anche le modalità e le strategie per portare avanti le cause. I due, legati anche nella vita, oltre che nella truffa, sarebbero andati ben oltre la presa in carico delle pratiche, stabilendo l'importo richiesto al cliente in pagamento, le patologie da porre in base alla richiesta e da fare certificare e riconoscere a medici ospedalieri e consulenti d'ufficio e la documentazione da produrre agli atti del procedimento.Fondamentale, per la buona riuscita della causa, sarebbe stato anche l'indottrinamento degli assistiti che venivano orientati sulla simulazione di sintomi e difficoltà motorie da dichiarare durante la visita peritale. Piscitello e Ricciardi si sarebbero occupati anche della scrittura a pagamento della certificazione medica necessaria all'avvio del procedimento di riconoscimento di invalidità. 

Affinché le cause andassero a buon fine, secondo l'accusa, erano coinvolti anche Antonino Ventura e Margherita Salpietro, dipendenti dell'Inps che avrebbero assicurato al sodalizio anche suggerimenti sulle modalità di predisposizione dei ricorsi. A redigere le false certificazioni su esistenza, gravità e insorgenza di malattie e disabilità con certificati medici falsi Antonino Furnari, Rosario Germanà, Giovambattista Bruni e Pippo Spatola. I medici intascavano piccole mazzette di poche centinaia di euro a certificato.  

Nel mirino dell'accusa anche periti. Maria Giovanna Barbitta, Bruno Fazio, Giuseppe Fulco, Maria Santoro, Jole Donzì, Giuseppe Di Santo, Rosario Di Stefano e Marianna Faraci elaboravano dietro compenso relazioni di consulenza tecnica favorevoli ai pazienti del sodalizio concordando anche i tempi di deposito degli elaborati tecnici. 

Bronchiti, ipertensioni arteriose, cardiopatie. Queste le malattie che sarebbero state falsamente certificate. Le visite, secondo l'accusa, venivano eseguite talvolta anche attraverso "corsie preferenziali" e senza rispettare le liste d'attesa. 

Notaro e Di Gaetano e l'intreccio con Piscitello 

Altre figure cardine del processo saranno quelle dell'avvocato Teresa Notaro e dell'assistente Maria Di Gaetano che, insieme al medico Franco Piscitello, avrebbero, con metodi analoghi alla prima associazione, permesso la vittoria di cause di invalidità per cinque soggetti, sempre redigendo false perizie e ottenendo un giudizio favorevole nel corso del contenzioso.

L'avvocato Notaro prendeva in carico le cause, stabilendo l'importo da richiedere al cliente, le patologie da dichiarare e la documentazione da produrre. La Di Gaetano, invece, sovrintendeva alla gestione burocratica dei procedimenti provvedendo all'indottrinamento degli assistiti su sintomi e difficoltà motorie da simulare durante le visite. Il dottr Piscitello, in questo caso, avrebbe redatto certiicazioni e relazioni mediche. 

Tutti i nomi dei rinviati a giudizio 

Sono stati rinviati a giudizio Anna Ricciardi, Francesco Piscitello, Vincenzo Princiotta, Ilenia De Luca, Rosaria Lo Presti, Antonino Ventura, Antonino Furnari, Rosario Germanà, Giovambattista Bruni, Pippo Spatola, Margherita Salpietro, Antonino Pino, Maria Giovanna Barbitta, Bruno Fazio, Giuseppe Fulco, Maria Saturno, Jole Donzì, Giuseppe Di Santo, Rosario Di Stefano, Marianna Faraci, Giuseppe Armeli, Stefano Marra, Daniela Calarese, Francesco DI Giorgio, Genoveffa Scaffidi Chiarello, Giusi Mincica, Genoveffa Cadili, Eleonora Gentile, Giuseppe Miceli, Maria Tindara Di Marco, Agata Napoli, Giacomo Magistro Contenta, Salvatore Buttò, Michele D’Amico, Maria Antonia Balgo, Francesco Lo Iacono, Cono Virreci Fano, Grazia Pagana, Michele Saitta, Carmelo Virreci Fano, Angelo Paratore, Rita Murabito, Paolo Ioppolo, Antonino Milici, Maria Catena Giuttari, Sandra Natoli, Maria Galvagno, Francesca Merlo, Rosa Ermito, Rosa Ricciardi, Teresa Notaro, Maria Di Gaetano, Giorgio Carmelo Giannitto, Elegina Stazzone, Carmela Fragale, Carmela e Antonina Pruiti, Giuseppa Serafina Sgrò, Teresa Foresto, Enrico Natale, Maria Antonia Drago.

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