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Cronaca

Operazione Predominio, ridotte le condanne in Appello

La sentenza in secondo grado nei confronti del gruppo criminale creato da ex collaboratori di giustizia e attivo nel narcotraffico

A quasi due anni dll'operazione Predominio,  con cui la Dda di Messina ha smantellato due organizzazioni di matrice mafiosa, di cui una con a capo ex collaboratori di giustizia, si riducono le condanne in Appello. Ieri la sentenza al termine dell'udienza straordinaria in parziale riforma di quella in rito abbreviato emessa lo scorso 30 novembre. 

Rideterminata in due anni di reclusione e 4mila euro di multa la pena nei confronti di Alberto Alleruzzo. Sconto di un anno per Angelo Arrigo che dovrà scontare sette anni di reclusione e 20mila euro di multa. Revocate le pene accessorie a Orazio Bellssima, condannato a 3 anni ed euro 4mila di multa. Pene rideterminate anche per Salvatore Bonaffini e Pasquale Pietropaolo che dai rispettivi 14 e 16 anni in primo grado, passano entrambi a 10 anni di reclusione. Nicola Galletta è stato condannato a 15 anni di reclusione, cinque in meno rispetto all'assisse. 

Sette anni per Cosimo Maceli a cui sono state concesse le circostanze attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti contestate. Esclusa la recidiva contestata per Antonino Stracuzzi condannato a 2 anni ed 800 euro di multa. 

Confermata invece la sentenza in rito abbreviato per Giuseppe Selvaggio (3 anni e 16mila euro di multa), Antonino Stracuzzi (2 anni e 800 euro di multa) Marco Galletta (1 anno e 4 mesi e 3mila euro di multa).

L'operazione

Gli uomini della Squadra Mobile nel dicembre 2019 Due distinte organizzazioni criminali, una di matrice mafiosa che faceva capo agli ex collaboratori di giustizia Nicola Galletta, Pasquale Pietropaolo, Salvatore Bonaffini e Gaetano Barbera, e l'altra dedita al narcotraffico, riconducibile a Galletta, Pietropaolo e Bonaffini. Le indagini che hanno consentito di bloccare la riorganizzazione del clan. In manette anche cinque ex pentiti che a Messina, protagonisti della storia criminale della città negli anni Ottanta e Novanta e tornati a delinquere dopo significative parentesi collaborative". "Due distinti sodalizi legati tra loro da strettissimi vincoli di cointeressenza - scrive il gip Tiziana Leanza nell'ordinanza -, in quanto strumentali l'uno all'altro e insieme funzionali alla realizzazione dell'obiettivo unitario di assunzione del controllo del territorio di riferimento".

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