Italia veloce, il governo sblocca 130 opere ma per lo stretto siamo “Ponte” e a capo

Il premier delude le aspettative sull'attraversamento stabile. Siracusano: “n'ennesima occasione persa per un esecutivo senza coraggio e senza prospettive”

C’è il completamento della Palermo-Catania-Messina che va in gara questa estate fra le 130 opere strategiche “Italia Veloce” approvate dal Consiglio dei ministri ma sul ponte non c’è nessuna novità perché “siamo concentrati sulle opere a terra”. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Delusa Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia. "Un peccato mortale – ha commentato - Non c'è alcuna opera, nel nostro Paese, in grado di mobilitare il quantitativo di risorse, di occupazione e di attenzione che potrebbe sollecitare il Ponte, per il quale tra l'altro esiste già un progetto definitivo validato a tutti i livelli. Un'ennesima occasione persa per un esecutivo senza coraggio e senza prospettive. Conte si arrende alla logica oscurantista del Movimento 5 Stelle. Così sarà molto più complicato ripartite: per l'Italia, per la Sicilia, per la Calabria, per l'intero Mezzogiorno".

"Dopo le aperture di Franceschini e della De Micheli, dopo il 'valuteremo' di qualche settimana fa del presidente del Consiglio – continua Siracusano -  dopo l'esortazione arrivata da tanti esponenti di Italia Viva (partito chiave per la maggioranza), il governo ha prima bocciato tutti gli emendamenti sul tema presentati da Fi al decreto rilancio (compresa la richiesta di avviare un'analisi costi/benefici) ed oggi declassa la realizzazione del Ponte sullo Stretto".

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Dispiaciuto anche il presidente nazionale della Fapi (Federazione autonoma piccole imprese), Gino Sciotto: "Dispiace che il premier Conte annunciando lo sblocco di alcune grandi opere strategiche per la ripresa economica del Paese abbia dichiarato che non ci siano novità sul Ponte di Messina che, invece, rappresenta un’opera strategica per il Mezzogiorno e le imprese.  Apprendiamo con soddisfazione, invece, l’ultimazione della Palermo-Catania-Messina, un’opera strategica per la mobilità siciliana. Siamo convinti che ultimando queste grandi infrastrutture è possibile una ripresa della crescita e dello sviluppo dell’Isola”.

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