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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Operazione Cesare a Giostra, 15 condanne ma non c'è l'associazione mafiosa

Quattro le assoluzioni per il processo che ha puntato i riflettori sui nuovi assetti del clan di Giostra, droga e corse clandestine di cavalli

Esclusa l’associazione di stampo mafioso, derubricata in associazione semplice finalizzata all’organizzazione di scommesse clandestine.

Si chiude così, con quindici condanne -  scagionati del tutto invece Paolo Arrigo, Giuseppe Longo, Roberto Palermo e Ivan Catanzaro - il processo nato dall’operazione Cesare che a novembre del 2020 portò a 33 misure cautelari con l’accusa, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti.

Le condanne

Il giudice Eugenio Fiorentino, nel giudizio con rito abbreviato, ha disposto la condanna a quattro anni per Giuseppe Irrera, 3 anni e 4 mesi per Carlo Altavilla che dovrà pagare anche 34mila euro di multa, 2 anni e 8 mesi per Maurizio Fracasso, Gaetano Munnia, Maria Grazia Munnia, Natale Rigano e Salvatore Vecchio; un anno e 4 mesi per Paolo Gatto e Luigi Vinci; un anno e 8 mesi per Santo Giannino, un anno per Vincenzo Misa; 2 anni e 4 mesi per Alessio e Carlo Palermo; 6 anni per Francesco Spadaro; 3 anni e 8 mesi per Francesco Vento. 

Secondo la procura l’operazione aveva consentito di disarticolare un gruppo criminale facente capo alla famiglia mafiosa messinese denominata “clan Galli”, e di individuare una rete di distribuzione di sostanze stupefacenti operante in vari quartieri della città dello Stretto ma per il giudice non è provato il legame con il clan. Restano comunque severe le pene, in considerazione del fatto che quelle comminate corrispondono ad un terzo in virtù del rito scelto.

Impegnati nelle difese gli avvocati Giovanni Caroè, Antonino De Francesco, Bonaventura Candido, Salvatore Silvestro, Giovanni Caroè, Antonello Scordo, Ilaria Intelisano.

Il giudice ha detto no alla richiesta di risarcimento del Comitato Addio Pizzo, costituitasi parte civile.

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