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Cronaca

Nemosud, dalle denunce del professore Dattola alle conferme di Bonaccorsi: i retroscena dell'inchiesta

L'indagine della procura guidata da Antonio D'Amato e dei carabinieri vede come artefice dell'operazione il direttore Giuseppe Vita agli arresti domiciliari. Gli investigatori hanno trovato riscontro agli esposti. L'uso per 30 anni del padiglione B

Due denunce alla magistratura tra il 2019 e il 2020 presentate da Roberto Dattola, professore ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa all'Università, le conferme sulle irregolarità fornite agli investigatori dall'ex commissario del Policlinico Gianpiero Bonaccorsi.  E' grazie a loro e ai riscontri investigativi che è stato scoperchiato - secondo l'accusa - il caso "Nemosud".frutto di peculato e corruzione all'ombra dei pazienti che al Policlinico avevano bisogno della riabilitazione neuromuscolare e che vede indagati nove tra ex direttori del Policlinico universitario, vertici di Nemosud e l'assessore regionale alla Sanità Giovanna Volo che negli anni sotto analisi era dirigente sanitaria. Inchiesta che ha trovato il via libera dall'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Claudia Misale. 

Le denunce di Dattola, le conferme di Bonaccorsi

"Il centro NeMO SUD, costituito dalla Fondazione Aurora per attività di riabilitazione neurologica in convenzione - si legge - nel mese di giugno 2013 riceveva dal Policlinico di Messina l'uso gratuito del padiglione B per 30 anni, pur in assenza di reparti analoghi nella struttura pubblica e pur non avendo, al suo interno, sino al 2015, uno specialista in medicina riabilitativa. Ciò sebbene la deliberazione n. 52 del 27.1.2011 del Commissario Straordinario dell'A.O.U., Pecoraro Giuseppe, avente ad oggetto l'''adozione piani centro di costo, codici regionali e assegnazione posti letto delle Unità Operatìve'", prevedesse l'assegnazione, sia all'Unità operativa di Terapia Fisica che a quella di Riabilitazione Neurologica del medesimo nosocomio, di n. 32 posti letto, dei quali n. 20 con codice 56 (unità riabilitative intensive) e n. 12 con codice 75 (neuroriabilitazione), mai "attivati" secondo quanto denunciato da Dattola.  Così si sarebbe realizzata una "Sostanziale sottrazione di risorse pubbliche, ovvero spazi, posti letto destinati alla riabilitazione e relativi introiti, a vantaggio di un ente di natura privatistica". 

Le dichiarazioni di Giampiero Bonaccorsi, nominato commissario straordinario del Policlinico con decreto n. 697 del luglio 2020 hanno poi evidenziato "Numerose ed eclatanti irregolarità del centro NEMOSUD, quali l'assenza di autorizzazione in capo all' A.O.U. Policlinico all'esternalizzazione delle prestazioni di cui al codice 75 da parte dell' assessorato regionale (obbligatorio ai sensi dell' art. 21 legge regionale n. 5/2009)". 

Nemosud, la storia 

Il ruolo del professore Vita

Artefice dell'operazione sarebbe stato il professore Giuseppe Vita direttore dell'Unità operativa di Neurologia e Malattie Neuromuscolari, che, in tale qualità, era tra i soci fondatori della Fondazione Aurora Onlus. Dal dicembre 2013, ed era stato incaricato dal Commissario Straordinario del Policlinico, Giuseppe Pecoraro, del controllo e della verifica delle attività sanitarie previste nella convenzione tra centro Nemo Sud e Policlinico, pur essendo direttore del centro privato. Il figlio Gianluca e la nuora erano stati assunti dal centro NEMOSUD, in assenza di selezione pubblica, il primo quale dirigente neurologo, la seconda quale "responsabile comunicazione e raccolta fondi Centro Nemosud e fundraising".

Le convenzioni sotto accusa

La prima convenzione risale al 30.8.2012. "Circa due mesi dopo il rigetto della richiesta di esternalizzazione, Pecoraro Giuseppe
(Direttore Generale dell' AOU Policlinico Universitario di Messina) con delibera n. 985 del 30.08.2012 autorizzava la stipula della convenzione per la realizzazione del "Centro Clinico per le malattie neuromuscolari", sottoscritta il 5.9.2012 tra Fondazione Aurora onlus e AOU Policlinico di Messina" per cinque anni". 

 La seconda convenzione del 12.12.2013. "In seguito alla pubblicazìone'" dei nuovi importi per i ricoveri dei pazienti affetti da gravi patologie del sistema nervoso, 

Nel provvedimento si dava atto che: il costo "presuntivo" del progetto "NEMOSUD" era pari ad € 1.292.782.00, così suddivisi:
• € 850.000.00 a carico di Fondazione per le spese del personale;
• € 442.782.00 a carico delI'AO.U. per servizi sanitari, non sanitari, forniture ed
altre prestazioni;
• tali costi avrebbero dovuto trovare copertura finanziaria nei seguenti termini:
• € 905.364,00 dai ricavi da prestazioni;
• € 387.418,00 a carico della Regione Sicilia

Inchiesta Nemosud, nove misure cautelari

I sequestri preventivi

Seicentosettanta mila euro il sequestro (i compensi in totale percepiti negli anni dal figlio Gianluca e dalla nuora Letizia Bucalo) per Giuseppe Vita che si trova ai domiciliari. 

Due milioni e duecentosettantunmila euro in totale per Mario Melazzini, Giuseppe Pecoraro, Michele Vullo e Paolina Reitano. 

Due milioni e quattrocentotrentatremila euro per Melazzini, Marco Restuccia, Giuseppe Laganga e Giovanna Volo. 

Sei milioni e duecentocinquantuno mila euro per Fontana, Vullo, Laganga e Reitano. 

Ai domiciliari con Vita si trovano anche Melazzini, Fontana, Laganga e Restuccia. 

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