Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Tortorici

Inchiesta Nebrodi2, iniziati gli interrogatori: chi sono i collaboratori di giustizia che hanno sostenuto le indagini

Da Carmelo Barbagiovanni a Salvatore Micale, i "pentiti" hanno squarciato un nuovo velo contro "tortoriciani" e "batanesi"

Sono iniziati oggi nell'aula del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Messina gli interrogatori degli indagati dell'operazione Nebrodi2 messa a segno ieri dalla direzione distrettuale antimafia con il supporto dei carabinieri del Ros e del comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, dei finanzieri del Comando Provinciale e del personale della Squadra Mobile della Questura di Messina. Trentasette gli indagati, 23 gli arresti e sequestri ai Bontempo Scavo e ai batanesi per oltre 750mila euro. Interrogatori che proseguiranno nei prossimi giorni sia al tribunale di Messina che al carcere Pagliarelli di Palermo dove sono stati trasferiti alcuni degli indagati. 

Truffe all'Agea, droga ed estorsioni, nuovo colpo alla mafia dei Nebrodi

Un'inchiesta che ha visto un ruolo dei collaboratori di giustizia molto importante grazie alle dichiarazioni di alcuni esponenti di spicco della famiglia mafiosa dei "batanesi" come Carmelo Barbagiovanni, Giuseppe Marino Gammazza e Salvatore Costanzo Zammataro. E' quanto emerge dall'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Eugenio Fiorentino che ha controfirmato le richieste della Dda per i reati di associazione di tipo mafioso, associazione dedita alla coltivazione, detenzione, cessione e al commercio al minuto di sostanza stupefacente di vario tipo, estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche in concorso, riciclaggio e autoriciclaggio, malversazioni di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. Sono stati anche sequestrati 349 titoli Agea, definiti “tossici” poiché acquisiti fraudolentemente e del sequestro, anche per equivalente, di somme superiori a 750.000 Euro da prelevare sui conti di 8 società, derivanti dalle truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni riguardanti le campagne agricole 2015-2020.

Nebrodi2, ventuno in carcere

Il ruolo dei "pentiti"

Carmelo Barbagiovanni ha iniziato la collaborazione con la giustizia nel febbraio 2020, il mese prima era stato tratto in arresto insieme ad altri 93 soggetti nell'operazione Nebrodi. Barbagiovanni ha in particolare denunciato casi di estorsione. 

Giuseppe Marino Gammazza ha iniziato la collaborazione nel luglio 2020 mentre era detenuto alla Casa circondariale di Siracusa, anche lui appartenente ai "Batanesi" ed è pluripregiudicato anche di associazione mafiosa e di estorsione aggravata con metodo mafioso. 

Salvatore Costanzo Zammataro è stato condannato con sentenze passate in giudicato per associazione di stampo mafioso ed esorsione aggravata. 

La loro attendibilità ha trovato - secondo Gip e direzione antimafia - riscontri nel procedimento penale "Nebrodi" che aveva portato al rinvio a giudizio di 97 indagati e alla scoperta di truffe ai danni dell'Agea della famiglia mafiosa tortoriciana. 

Anche il collaboratore di giustizia Nunziato Siracusa ha reso dichiarazioni utili all'indagine. 

E' tutt'ora in corso la collaborazione di Salvatore Micale che ha manifestato i propositi nel gennaio 2023 e due mesi dopo ha rilasciato le sue prime dichiarazioni. Le sue affermazioni si sono concentrate sugli indagati Salvatore Bontempo Scavo, Sebastiano Bontempo Scavo, Aurelio Salvatore Faranda, Salvatore Giglia e Giuseppe Pino Lo Re oltre a descrivere l'interesse tradizionale dalla famiglia mafiosa tortoriciana nel settore illecito delle truffe a danno di Agea. La principale fonte di conoscenza del Micale sull'articolazione mafiosa dei Bontempo Scavo è rappresentata da Roberto Marino Gambazza, storico appartenente al sodalizio. 

   

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