Cronaca

Sicilia zona gialla, ordinanza di De Luca che si allinea alla Regione: cosa cambia

Negozi aperti anche nei festivi, spostamenti tra comuni. Da domani asili nuovamente in funzione ma non le scuole. Cade il divieto alle 19 per i professionisti

Anche Messina da oggi è zona gialla. Emessa dal sindaco Cateno De Luca la nuova ordinanza che si allinea agli atti della Regione. "Ci siamo adeguati alle disposizioni nazionali e regionali essendo stata la Sicilia classificata zona gialla. Rimane in vigore il divieto di sostare nelle aree pubbliche compreso strade, piazze e parchi - afferma De Luca - gli asili nido e ludoteche, pubblici e privati, potranno riaprire da lunedì prossimo mentre le scuole rimarranno chiuse fino a quando saranno completate le attività di screening epidemiologico in base al calendario che sarà reso pubblico unitamente all’apposita ordinanza.  La raccomandazione per tutti, ovviamente, rimane quella di non comportarci come se il pericolo di contagio non esistesse più". Cade anche il divieto alle 19 dei liberi professionisti di poter incontrare i clienti. 

Le attività commerciali, supermercati compresi, potranno aprire come è via libera per gli spostamenti tra comuni. Provvedimento in vigore fino al 3 dicembre secondo le ordinanze del ministro della Salute Speranza e del presidente della Regione Musumeci. Bar, ristoranti potranno restare aperti dalle 5 alle 18 come i negozi nei festivi. Il governatore con la nuova ordinanza supera infatti la precedente, che prevedeva la chiusura la domenica e nei festivi. Consentita, fino alle 22 la vendita di cibo solo per asporto, mentre nessun limite per il domicilio. Sarà possibile muoversi all'interno del proprio Comune e fuori, dalle 5 alle 22. Negli altri orari spostamenti possibili solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di salute. Restano confermati la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori, la chiusura di teatri, cinema, musei, parchi, palestre e piscine e il divieto di circolazione dalle 22 alle 5. Permane, infine, a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, il limite del 50% di riempimento rispetto alla capienza, oltre alla chiusura dei centri commerciali nelle giornate domenicali. Eccezione solo per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.


 

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