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Divieto ai professionisti di assistere i clienti dopo le 19, monta la protesta degli Ordini

Nuova presa di posizione dopo l'incontro informale tra sindaco e Camera penale che avrebbe agito per conto proprio. “Se confermata rappresenta un vulnus istituzionale perché non tiene conto delle funzioni di rappresentanza che la legge assegna ai presidenti degli ordini professionali”

“Comportamenti approssimativi e privi di coerenza e di una razionale programmazione, che hanno fatto precipitare la città di Messina in una condizione unica in tutta la Sicilia e buona parte d’Italia”.

Sono quelli del sindaco Cateno De Luca sintetizzati dai presidenti degli Ordini degli Architetti PPC, degli Avvocati, dei Commercialisti, degli Ingegneri e dei Notai Pino Falzea, Domenico Santoro, Enrico Spicuzza, Francesco Triolo, Silverio Magno.

Il riferimento è alla riunione tra il presidente e il segretario della Camera penale, gli avvocati Bonni Candido e Rina Frisenda, con il sindaco e alcuni componenti della sua giunta, nel corso del quale Cateno De Luca avrebbe deciso di modificare da divieto in raccomandazione l'impossibilità di assistere i clienti oltre le ore 19.

Una indiscrezione che ha infuocato ancora di più gli animi dei presidenti degli Ordini che si erano mossi compatti contro l’ordinanza chiedendo una immediata rimodulazione del provvedimento e dichiarandosi disponibili ad un confronto per l’adozione di misure che, nei rispettivi ambiti, possano essere di aiuto alle attuali esigenze della Comunità.

L’incontro informale “limitato” ai rappresentanti della Camera penale non è andato giù ai professionisti che – come annunciato da MessinaToday – hanno diramato una nota di protesta.

“Siffatta notizia, ove confermata – scrivono -  rappresenta non solo un vulnus istituzionale perché non tiene conto delle funzioni di rappresentanza che la legge assegna ai presidenti degli ordini professionali ma soprattutto lede i diritti di tutti coloro che esercitano una professione ordinistica ed anche dei cittadini costretti a limitare le proprie istanze di consulenza e tutela a fronte di paventate, illazioni”.

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