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Cronaca

Torrente Trapani tra sacco edilizio e demolizioni mancate, il Comune sborsa un milione e 200 mila euro di risarcimenti

Pagata la prima tranche ai creditori che hanno accettato l'abbattimento del credito al 50%. Per gli altri è previsto il pagamento di 11 rate fino al 2033. Intanto l'onorevole Bonelli chiede al ministro di intervenire con Prefettura e Comune per sollecitare "gli interventi dovuti". Ma sul caso Green Park non è scritta l'ultima parola

Unmilioneducentomilaquattrocentosettantuno/23. E’ quanto paga il Comune di Messina, quanto pagano dunque tutti i cittadini messinesi, per i risarcimenti alle parti civili del processo Oro grigio, quello per il sacco edilizio sul torrente Trapani con un giro di “mazzette” ormai certificate con sentenza definitiva, pagate per cambiare la destinazione urbanistica dell’area e realizzare più appartamenti.

Una bella botta per Palazzo Zanca che ha sborsato la prima tranche, preso atto della rinuncia effettuata da una parte dei creditori, consistente nell'abbattimento del 50% del credito e si è impegnato a pagare in un'unica soluzione entro il 31 dicembre un danno accertato di oltre due milioni.

La restante parte dei creditori hanno accettato invece di essere risarciti con undici rate annuali per un totale che sfiora gli 886mila euro.

Fino al 2033 pagheremo dunque per la nota vicenda legata alla realizzazione del complesso residenziale stoppata nei primi anni del Duemila e sulla quale la Cassazione ha messo la parola fine dopo vent’anni condannando gli imputati al risarcimento del danno e alle spese per le parti civili costituite, oltre i cosiddetti promissari acquirenti (coloro che acquistarono quegli appartamenti mai completati), anche Comune e Wwf e confermando la confisca dei terreni e dei beni che erano stati oggetto di concessioni edilizie illegittime.

Lo strano caso del Green park

Confisca poi revocata dalla Corte d'Appello per il complesso Green Park su ricorso della Samm Immobiliare (poi fallita) dopo il rinvio della Cassazione. Un provvedimento reso possibile per il fatto che la sussistenza di un abuso nella fattispecie non era stata mai accertata con la sentenza di primo grado perché il reato era  stato prescritto. Nel giudizio fallimentare i periti della curatela rappresentata dall'avvocato Giuseppe Marullo - difesa dall'avvocato Alessandro Billè - hanno dimostrato che non c'è un surplus di cubatura e che dunque l'immobile non ha un vizio "genetico". La Corte d'appello ha dato dunque ragione ai ricorrenti e lo ha restituito a febbraio del 2022 al fallimento della Samm Immobiliare. Una parte di questo compendio non è stata ancora riconsegnata in quanto risulta di proprietà del Comune ed è in corso un procedimento di "incidente di esecuzione" che potrebbe portare alla restituzione ai venditori originari dell'area. Completato l'iter, la curatela metterà in vendita. La determinazione del valore dell'immobile dipende dagli esiti degli accertamenti che verranno fatti con gli uffici comunali per verificare cosa effettivamente si può fare nella zona in base ai vigenti vincoli urbanistici: in pratica se si può solo completare o si può realizzare anche altro.

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Un ingarbugliato terremoto giudiziario-urbanistico che per ora lascia in dote solo lo scheletro mai terminato del Green Park e La Residenza, complesso che domina la vallata, anche questo mai ultimato e abitato per metà con una confisca che doveva portare alla demolizione dei manufatti abusivi non ancora eseguita. Gli ecomostri restano lì, testimoni pericolosi e scomodi di quella lottizzazione e di fatti corruttivi che potevano essere evitati se avessero tenuto conto delle norme ambientali di tutela della Zps. Ora si pone però un altro quesito per il Comune che subisce oltre al danno anche la beffa: ha risarcito per a lottizzazione abusiva ma ha anche dovuto restituire una parte dei beni confiscati. Potrà rivalersi?

Nuovo dossier del Wwf

Intanto il Wwf con l'avvocato Aurora Notarianni prepara un nuovo dossier rappresentando l'attuale situazione di rischio idrogeologico e ambientale sul Torrente Trapani per il quale il consigliere comunale Libero Gioveni ha già sollecitato opere di urbanizzazione, mentre il deputato Angelo Bonelli interroga il ministro per sapere se “ritiene di poter intervenire nei confronti della Prefettura e del Comune di Messina non solo per sollecitare gli interventi dovuti, ma anche eventualmente per un supporto volto a sbloccare eventuali elementi ostativi e procedere all’esecuzione delle sentenze nel più breve tempo possibile”.

L'interrogazione di Bonelli

"Alcuni degli immobili acquisiti al patrimonio del Comune di Messina - scrive Bonelli nella sua interrogazione -  pur essendo in condizioni non idonee all'abitabilità sia in relazione all'area a rischio su cui sorgono, sia in relazione all'assenza dei necessari requisiti di urbanizzazione, risultano oggi occupati tant'è che, sempre tramite i legali del Wwf, al prefetto ed al comune di Messina è stata avanzata richiesta di sgombero con nota inviata nel marzo 2021; nonostante i solleciti operati nei confronti delle Autorità competenti, la situazione non pare sbloccarsi e non si ha contezza di come s'intenda procedere per dare attuazione agli obblighi di legge disposti dalle sentenze passate in giudicato".

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