Reparto fantasma all'ospedale di Barcellona, La Paglia furioso ma la Uil chiede le dimissioni

Tiro incrociato contro il manager dell'Asp dopo il servizio mandato in onda da Rai1. Le richieste a Musumeci e Razza: “Macroscopici errori commessi durante la sua gestione deve essere immediatamente rimosso”

"La sanità messinese gestita dall’Asp di Messina è ormai arrivata alla frutta”.  E’ l’attacco della Uil e Uil-Fpl che scrivono al governatore Nello Musumeci e alla’assesore regionale alla Sanità Ruggero Razza per chiedere l’immediata rimozione del manager Paolo La Paglia.

All’origine della richiesta la gestione nel suo complesso e in particolare del presidio Covid di Barcellona Pozzo di Gotto “diventato – secondo i sindacalisti Ivan Tripodi e Calapai – emblematico della disastrosa drammaticità”.

La vicenda è esplosa dopo un servizio di Rai1 che mostra un reparto fantasma, pronto da mesi e mai entrato in funzione. A quel servizio così come a molti altri pubblicati sulla gestione dei posti letto ha replicato lo stesso direttore generale  che ha puntato il ditro contro “i soliti noti, nelle vesti di esperti clinici nonché raffinati depositari del sapere gestionale, si affannano nel tentativo di trovare colpevoli all’Asp di Messina, utilizzando l’Ospedale Covid di Barcellona, in un momento di grave pandemia nel quale allarmare i cittadini e paventare rischi non giustificati può configurare ipotesi di reato di interesse della Procura della Repubblica”.

La Paglia ha contestato tutto, dall’importo del noleggio alle critiche sulle carenze di personale. Ma non è bastato ai sindacalisti della Uil per stemperare le polemiche.

“Da circa 8 mesi sono stati noleggiati ben 10 posti letto di Terapia intensiva Covid – insistono - scandalosamente mai messi in funzione, che con le notevoli spese sostenute appesantiscono fortemente i nostri bilanci pubblici, già in notevole sofferenza per garantire sia i livelli adeguati di assistenza sanitaria nonché per finanziare i ristori a favore dei numerosissimi cittadini che hanno perso il lavoro. Allo stesso tempo, invece, sono state stipulate convenzioni con Case di Cura private messinesi per avere a disposizione posti letto di Terapia Intensiva Covid, con pagamenti che ancora non conosciamo e che potrebbero essere per singolo posto letto occupato o vuoto per pieno”.

Secondo Tripodi e Calapai, il manager La Paglia “non ha più alibi e per tutti i macroscopici errori commessi durante la sua gestione deve essere immediatamente rimosso dall’incarico di direttore generale dell’Asp di Messina".

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