Sanità / Lipari

Svolta per l'ospedale di Lipari, riapre l'ambulatorio di oncologia: "Vogliamo curarci a casa nostra"

Il portavoce del comitato Danilo Conti soddisfatto per la battaglia vinta. Dal 4 ottobre sarà di nuovo fruibile il centro per i malati di tumore alle Isole Eolie. Ma la strada per un servizio di qualità è ancora lunga

Dal prossimo 4 ottobre all’ospedale di Lipari riaprirà l’ambulatorio di oncologia. Finalmente. Un bel risultato portato a casa dalla comunità eoliana grazie soprattutto alla “battaglia” di Danilo Conti, liparoto “doc” e produttore di vini, ma anche portavoce del comitato “Amici dell’Ospedale”, che lo scorso 28 agosto aveva scritto una lettera indirizzata al commissario straordinario dell’Asp di Messina Bernardo Alagna e all’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza chiedendo di ripristinare il servizio ambulatoriale di oncologia dell’ospedale di Lipari, inspiegabilmente interrotto lo scorso giugno dopo soli pochi mesi di attività: «Finalmente il 4 ottobre dovrebbe riaprire l’ambulatorio di oncologia dell’ospedale di Lipari e delle Isole Eolie, ambulatorio chiuso inspiegabilmente dallo scorso giugno – dice a MessinaToday Danilo Conti, classe 1973, che si è mosso in prima persona – In tutte le 7 isole dell’arcipelago eoliano ci sono circa 60 pazienti oncologici diagnosticati all’interno delle strutture pubbliche che fino a questo momento sono stati costretti a viaggiare dalle Isole Eolie a Taormina per sottoporsi alle terapie. Una situazione assurda e disumana perché un malato oncologico non può affrontare un viaggio della speranza del genere per curarsi. Al momento l’ambulatorio oncologico riaprirà per le visite e per le terapie “per bocca”, ma il nostro obiettivo è quello di far viaggiare i farmaci e non i pazienti, in modo tale che anche chi non può curarsi “per bocca” possa evitare di recarsi a Taormina e curarsi “in loco” a Lipari. Già ripristinare il servizio è un grande successo ma è ovvio che molte cose andrebbero migliorate e cambiate e che i problemi del “nostro” ospedale sono sotto gli occhi di tutti. Probabilmente rimarrà deluso qualcuno che forse aveva fatto pressioni per non far riaprire a Lipari l’ambulatorio oncologico. E che magari sperava che aprisse da qualche altra parte. Da qui nasce la nostra lettera indirizzata alle istituzioni e alle autorità competenti. In più i costi di un viaggio da Lipari per Taormina sono esorbitanti e con l’arrivo dell’autunno e con le prime piogge va preventivata anche la paura di non poter tornare a casa per le condizioni meteorologiche avverse».

E un’altra battaglia che Danilo Conti sta portando avanti assieme a tanti altri isolani è quella per i diabetici: «Dal 2020 i diabetici eoliani sono senza cure – dice Conti – Abbiamo l’ambulatorio chiuso e servirebbe un medico che prenda in cura i diabetici cronici e qualcuno che sappia gestire i microinfusori di insulina. Una battaglia portata avanti con Michela Mantineo del comitato “L’angolo dei diabetici”, che era giustamente rassegnata ma che ho coinvolto. Inoltre abbiamo una sala operatoria aperta solo per le emergenze-urgenze. Sotto tanti punti di vista stiamo anche migliorando, abbiamo molti più infermieri rispetto al passato e la farmacia dell’ospedale ad oggi funziona bene. Ma va detto che ad esempio un anestesista che viene da Taormina percepisce ben 800 euro lordi al giorno più vitto e alloggio. Situazione non proprio economica».

E poi c’è una camera iperbarica da riattivare: «Per riaprire la camera iperbarica basterebbe una convenzione con qualche istituto nazionale che potrebbe prenderla in gestione e fornirci un anestesista. Ma basterebbe anche un medico anestesista iperbarico. I tecnici li abbiamo e vengono pagati da gennaio 2021 senza neanche poter operare. Uno spreco. E poi siamo costantemente sotto organico, nonostante i medici che da giugno ad oggi sono stati pagati a peso d’oro pur di venire a Lipari. 80 euro l’ora, vitto e alloggio e 50 euro extra per la reperibilità notturna. E dal 15 al 17 agosto siamo stati senza un cardiologo, mentre dal 13 al 15 agosto, con 100.000 persone presenti alle Isole Eolie, abbiamo avuto un solo anestesista e spesso un solo cardiologo».

Tutte problematiche più volte sollevate anche da Daniele Corrieri, del gruppo “Controcorrente Eoliana”: «Daniele ha avuto il merito di aver tenuto i riflettori accesi sulle tante problematiche della sanità eoliana, soprattutto dopo la morte della ventiduenne Lorenza Famularo. Purtroppo potremmo parlare per ore. Anche della questione di una seconda ambulanza che servirebbe come il pane». E poi c’è l’annosa questione dei posti di terapia subintensiva: «Noi – conclude Conti – e questo ci tengo a sottolinearlo e a ribadirlo, dall’inizio della pandemia non abbiamo avuto neanche un posto di terapia intensiva in ospedale. Abbiamo avuto adesso un finanziamento di un milione di euro per 2 posti di terapia sub-intensiva e speriamo che al più presto possano cominciare i lavori. Meritiamo un ospedale degno di questo nome. Curarci è un nostro diritto e vogliamo farlo a casa nostra e nelle migliori condizioni possibili».

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