Cronaca Ganzirri / Via Torrente Papardo

Tagli di fondi all'ospedale Papardo, l'assemblea decide per lo stato di agitazione del personale

L'incontro indetto da Cgil e Uil ha stabilito di programmare proteste dopo l'audizione in commissione regionale, definiti i punti chiave della vertenza. Presente all'incontro il parlamentare Antonio De Luca

Salvare l’ospedale Papardo non è un mero slogan, ma rappresenta il fortissimo allarme lanciato dalla Cgil, dalla Uil e dalla Fvm-Fismu a tutela degli interessi dei cittadini messinesi. Si è svolta stamani presso l'auditorium dell'ospedale Papardo una partecipata assemblea dei lavoratori del nosocomio per esporre il grave ridimensionamento a cui inesorabilmente andrebbe
incontro l'ospedale qualora venisse pedissequamente applicato il nuovo tetto di spesa assegnato dall'assessorato Regionale alla Salute. E' emerso, fin da subito, che il Papardo è stata l'unica Azienda sanitaria siciliana a cui è stata sottratta una rilevante quota di finanziamento regionale (-11,2%), mentre le altre aziende sanitarie hanno visto incrementare il loro tetto di spesa (A.O. Cannizzaro di CT +5,31%; A.O. Garibaldi di CT +5,82%; A.O. Cervello-Villa Sofia di PA +4,07%; A.O. Civicodi Pa + 0,61%).
Infatti, nonostante il numero di posti letto attribuiti al Papardo siano passati da 324 (del 2017) a 363 posti letto (con il Decreto Assessoriale 11 gennaio 2019 n.22), successivamente incrementati di ulteriori 28 posti letto (con il Decreto Assessoriale 614/2020) a seguito dell'intervenuta situazione di emergenza epidemiologica da Covid 19, il tetto di spesa attribuito dalla Regione è stato ridotto di circa 8 milioni di euro (da 79.924.000 del 2017 a 71.870.000 di euro del tetto di spesa attribuito nel
2021). In altre parole, nonostante il numero dei posti letto sia stato incrementato di 67 unità, il personale in
servizio è stato ridotto da 1494 a 1345 dipendenti. E' emerso, pure, che i lavoratori del Papardo ritengono non più tollerabile l'ennesimo scippo perpetrato nei confronti di un’azienda che produce salute, che ha immediatamente detto ''Eccomi''
alla impellente richiesta di garantire posti Covid, che è ricca di professionalità di indiscussa caratura, che serve un territorio vastissimo e che, malgrado le difficoltà ed i molteplici tagli subiti, ha dimostrato ancora una volta di esserci e di dare risposte alla collettività ed ai pazienti.

Dopo un'ampia discussione a cui hanno partecipato i segretari generali della Cgil Giovanni Mastroeni e della Uil Ivan Tripodi, i segretari generali della Fp Cgil Francesco Fucile e della UILFPL Giuseppe Calapaj, i Direttori di Struttura Complessa, l'on. Antonio De Luca componente della VI Commissione ''Servizi sociali e sanitari'', Alessandra Calafiore assessore comunale alle
politiche sociali e Antonella Russo consigliera comunale, e numerosi lavoratori, l'Assemblea all'unanimità ha richiesto la revisione del tetto di spesa e ha deciso la proclamazione dello stato di agitazione del personale del Papardo. Deciso di definire la programmazione delle modalità della mobilitazione subito dopo gli esiti dell’audizione dei sindacati in VI Commissione
dell’Ars prevista il prossimo 1 giugno 2021.

Il deputato regionale Movimento Cinque Stelle e componente della commissione Salute all'Ars,  Antonio De Luca, è intervenuto er discutere sui tagli all'ospedale Papardo  decisi dall'Assessorato regionale alla Salute. Il parlamentare pentastellato, unico deputato regionale  presente all'Auditorium dell'azienda ospedaliera, ha  dichiarato: "La decurtazione di circa 8 milioni di euro al tetto di spesa dimostra che c'è una chiara volontà da parte  della Regione  di depotenziare  questa importante struttura sanitaria. Probabilmente c'è una una parte della politica  che intende  favorire i privati che ambiscono a prendersi il bacino coperto dal Papardo, la cui offerta sanitaria guarda sia alla popolosa zona nord della città  di Messina sia alla Calabria. In questa sede mi preme ribadire che è necessario condurre una battaglia unitaria per salvare l'ospedale Papardo: la deputazione deve fare  quadrato ed anche i sindacati devono unire le forze, perché questa  è una battaglia che si può vincere solo  compatti. Per salvaguardare i posti di lavoro e le  prestazioni sanitarie dobbiamo essere pronti anche a manifestazioni eclatanti a Palermo. I tagli operati nei confronti di Messina non sono giustificati, se non con la volontà della Regione  di penalizzare scientemente la nostra sanità pubblica. Per questo motivo, dobbiamo lottare con tutte le nostre forze, consapevoli che mentre in riva allo Stretto la sanità subisce colpi di accetta nelle strutture sanitarie di Catania e Palermo crescono gli investimenti".

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