Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Tagli al budget del Papardo, il Coas punta il dito contro Razza: "Politica di supporto ai privati"

Secondo il sindacato dei medici dirigenti da Palermo c'è l'intenzione di togliere risorse alle strutture pubbliche. Vicino il del nosocomio di Sperone "bisogna liberare il territorio da concorrenti per il futuro polo della sanità privata: il Policlinico dello Stretto"

Il drastico taglio di circa 8 milioni al budget dell'Ospedale Papardo, con la conseguente riduzione di personale medico e sanitario, è frutto di una politica regionale di supporto alle strutture ospedaliere private. A puntare il dito contro l'assessore Ruggero Razza e contro le stesse sigle sindacali è il Coas, sindacato dei medici dirigenti, ricostruendo il percorso verso l'abbandono da parte delle istituzioni del nosocomio di Sperone. 

"Proprio Razza si è reso responsabile delle politiche di spoliazione a cui negli ultimi tempi è stato sottoposto il Papardo: a vantaggio di chi? Il sospetto è che si voglia favorire il dirottamento di risorse verso l’ultimo nato degli ospedali a Catania (il San Marco) e contemporaneamente liberare il territorio da “fastidiosi” concorrenti per il futuro polo della sanità privata che sorgerà proprio vicino al Papardo (il Policlinico dello Stretto)", scrivono. 

"Appare pertanto demagogico il loro grido di allarme per il ridimensionamento cui il Papardo sta andando incontro: fingere di tutelare i lavoratori e poi andare a braccetto coi potenti di turno, è uno sport diffuso e di antica data, dal quale il Co.A.S. prende siderale distanza", sottolineano. 

La riduzione dei finanziamenti regionali agli ospedali pubblici è un problema che riguarda tutta la provincia di Messina. "Siamo fortemente preoccupati per la sorte degli ospedali della nostra provincia, soprattutto dell’A.O. Papardo, a difesa della quale non abbasseremo la guardia, anzi intendiamo rilanciare il ruolo del sindacato, facendo appello ad un valore aggiunto: l’Orgoglio di essere medici", prosegue il Coas. 

"Da Messina partirà la mobilitazione sociale di quanti, medici e sanitari, ancora orgogliosi di esserlo, hanno a cuore le sorti della sanità pubblica messinese, fortemente minacciata dalle recenti disposizioni dell’Assessorato alla Salute nonché dallo sperpero operato dai direttori generali", aggiungono. 

La storia del Papardo e la "prima repubblica"

Il nosocomio di Sperone ha per diversi anni sopperito alla mancanza di un ospedale nella zona Nord di messina dopo la chiusura dell'Ospedale "Margherita" dell'Annunziata. "Ma già nella “seconda repubblica” iniziò un graduale ed inarrestabile ridimensionamento, soprattutto per la mancata realizzazione del Centro Oncologico di eccellenza, previsto dall’Accordo Quadro di Programmazione, sottoscritto il 23.12.2003 dai Ministeri della Salute, dell’Economia e delle Finanze, dalla Regione Sicilia e dalla linea d’intervento 6.1.2.A, azione C del P.O. FESR Sicilia 2007/2013", prosegue la nota. 

"Successivamente ai provvedimenti succitati la L.R. n. 5/2009 di riordino del S.S.R., introducendo nuovi indirizzi di politica sanitaria regionale, ha disposto l’accorpamento del P.O. Piemonte al P.O. Papardo prevedendo in luogo della realizzazione del Centro di eccellenza Oncologico presso il P.O. Papardo, dopo che tutte le somme destinate alla realizzazione del Centro Oncologico d’Eccellenza erano state spese e contabilizzate, una semplice ristrutturazione degli spazi, finalizzata ad accogliere i servizi e le unità operative del P.O. Piemonte da trasferirsi presso il P.O. Papardo a seguito dell’accorpamento. Sostanzialmente le risorse destinate al polo oncologico furono dirottate per l’adeguamento dell’Ospedale Papardo ad accogliere i servizi e le unità operative del Piemonte", continua ancora il Coas 

"Tuttavia la stessa L.R. n. 5/2009 all’art.23 comma 2 stabiliva che il Centro di Eccellenza Oncologico dovesse in ogni caso essere attivato nella città di Messina. Dobbiamo purtroppo constatare che, a fronte di una spesa pari a 38 milioni di euro, ad oggi la Regione Siciliana non ha dato attuazione ad alcuna delle disposizioni normative succitate, con importanti ricadute in termini d’incremento della mobilità sanitaria e relative conseguenze sulla salute di migliaia di pazienti residenti, affetti da patologia oncologica e, ancora oggi, costretti a spostarsi fuori regione per accedere alle cure necessarie. Cure che avrebbero tutto il diritto di ricevere in loco come gli altri italiani", si legge. 

I provvedimenti mai attuati al Papardo 

Il taglio del finanziamento da 8 milioni di euro rappresenta quindi l'ultiam fase di un percorso di mancata attuazione di provvedimenti che nel corso degli anni hanno avuto la conseguenza di far perdere al nosocomio la centralità nella sanità. "Tale situazione sta provocando effetti quantomeno dannosi non solo sotto il profilo sanitario, ma anche economico-finanziario, poiché la mobilità sanitaria comporta un aggravio di costi a carico del paziente stesso e dell’erario regionale, su cui annualmente grava un costo di migrazione passiva stimato tra 150 e 160 milioni di euro", si legge ancora. 

"Il Co.A.S., pertanto, a fronte del taglio annunciato sul budget assegnato all’Azienda Papardo, chiede che venga fatta piena luce in quanto sono stati spesi 38 milioni di euro e né il primo obiettivo il polo oncologico, né il secondo obiettivo l’accorpamento dei servizi e delle unità operative dell’Ospedale Piemonte, che in seguito fu accorpato all’IRCCS Neurolesi, è stato perseguito da tutti i soggetti, istituzionali e non, deputati a farlo"m proseguono. 

"Diciamo a chiare lettere che non è più tollerabile che la politica si occupi solo di soddisfare le esigenze di consenso di alcuni centri di potere e non affronti i veri problemi, che determinano gli alti costi della sanità. Manager servili e obbedienti ai politici, che li designano e che così acquisiscono l’impunità a pagare in prima persona i danni gestionali di strutture, che meriterebbero un’amministrazione basata sul principio della responsabilità sociale e dell’etica professionale", aggiungono. 

"Non c’è uomo al mondo di qualunque livello sociale, che ad un certo momento della sua vita non finisca su un lettino, ponendo la sua vita nelle mani del medico. Facciamo appello pertanto a tutti i medici e sanitari messinesi affinché diano il loro contributo contro i tagli irrazionali nella sanità messinese e dell’A.O. Papardo, per difendere il diritto all’assistenza dei più deboli. Riscopriamo l’Orgoglio di essere “noi” i protagonisti di una lotta, che ha tutte le motivazioni di una battaglia di legalità e giustizia sociale", concludono. 

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