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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Bye bye pronto soccorso, proteste per l'ospedale Piemonte destinato a centro Covid

L'ipotesi di potenziare i posti letto sacrificando le degenze ordinarie non piace ad Azione Sicilia. Il report settimanale sui contagi in crescita e le preoccupazioni per gli altri pazienti. “Il diritto alla salute riguarda tutto un ventaglio di interventi mirati per patologie da curare e prevenire”

Aumento esponenziale del numero dei nuovi positivi, accompagnato anche da una forte impennata del numero delle persone ricoverate, dei nuovi ingressi in terapia intensiva e dei decessi. E’ quanto emerge dal report settimanale sull’andamento Covid in Sicilia diffuso dal Dipartimento della Protezione Civile.

Impennata di contagi e posti letto occupati

Nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono 66.909, il 140,6% in più rispetto alla settimana precedente e tre volte e mezzo il numero registrato 14 giorni fa. E' fortemente aumentato il rapporto fra tamponi positivi e tamponi effettuati, passato dall'8,7% al 20,2%. Il numero degli attuali positivi è più che raddoppiato, passando da 51.296 a 111.777, 60.481 in più rispetto alla settimana precedente. Le persone in isolamento domiciliare sono 110.516, 60.138 in più rispetto alla settimana precedente. 

Altri dati: i ricoverati sono 1.261, di cui 138 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 343 unità (i ricoverati in terapia intensiva sono aumentati di 31 unità). Nella settimana appena conclusa si sono registrati 81 nuovi ingressi in terapia intensiva (il 42,1% in più rispetto ai 57 della settimana precedente). Il numero dei guariti (329.891) è cresciuto di 6.382 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari al 73,4% (84,6% domenica scorsa).

Il numero di persone decedute registrato nella settimana è pari a 155 (55 in più rispetto alla settimana precedente). Complessivamente le persone decedute sono 7682, e il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari all'1,7% (2,0% la settimana scorsa). I ricoverati complessivamente rappresentano l'1,1% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva lo 0,1%).

Infine: rispetto alla corrispondente settimana di un anno fa, i nuovi positivi sono passati da 11.508 a 66.909 (+481,4%), i ricoverati da 1473 a 1261 (-14,4%), i ricoverati in terapia intensiva da 208 a 138 (-33,7%), i nuovi ingressi in terapia intensiva da 95 a 81 (-14,7%), i decessi da 234 a 155 (-33,8%)".

Messina prima per contagi e ultima per immunizzazioni

Il picco registrato in Sicilia ha visto Messina e la sua provincia più volte prima nella classifica siciliana per numero di contagi e ultima per numero di immunizzati.

Un dato che mette in discussione l’operato dell’ufficio per l’emergenza Covid più volte contestato per iniziative che non solo non hanno portato evidentemente i risultati sperati ma che è finito sotto la lente anche per improvvisate campagne di comunicazione.

Oggi, alla luce della saturazione dei posti letto covid occupati si studiano nuove misure che andranno a penalizzare i ricoveri ordinari.

L’obiettivo, secondo indiscrezioni della struttura commissariale, è trasformare l’ospedale Piemonte in una struttura dedicata integralmente al Covid sopprimendone il pronto soccorso. Così come si lavora per aumentare i posti letto destinati all’emergenza pandemica sia al Policlinico che al Cutroni Zodda di Barcellona.

Piemonte ospedale Covid? Le preoccupazioni

Una notizia che non è stata accolta positivamente per le ripercussioni che potrebbe avere su altri tipi di pazienti.

“Il diritto alla salute riguarda tutto un ventaglio di interventi mirati per patologie da curare e/o prevenire”, si legge in una nota dei responsabili di Azione Sicilia Eleonora Urzì Mondo e Francesco De Pasquale. “Ancora una volta, sembrano passare in terzo piano trasferimenti di pazienti ospedalizzati, rinvii di interventi già pianificati, con conseguenze gravissime che si vedranno nel medio e lungo periodo, ma che già oggi sono evidenti: patologie non curate che si sono aggravate; operazioni slittate che hanno peggiorato il quadro clinico dei pazienti; prevenzione pressoché abbandonata tour court nella prima fase della pandemia”.

Ma nel caso specifico la domanda di Azione Sicilia è: “Il Piemonte ha gli strumenti e le risorse per essere un Ospedale Covid? Vi sono le specializzazioni necessarie per affrontare i casi in modo pieno e completo?  Infettivologo, nefrologo, pneumologo, tanto per dirne qualcuno, sono figure presenti nella pianta organica del nosocomio? E non serve forse un efficiente servizio di emodialisi, un’emoteca, presente in struttura un chirurgo toracico? Il Piemonte è dotato di tutto questo? Ne è fornito? E, in caso contrario, come si pensa di far fronte all’emergenza (ivi compresa quella del Pronto Soccorso che sarà, ovviamente, solo ad appannaggio di casi Covid con tutti i livelli di gravità possibili)?”

“Mentre pazienti in lista d’attesa per visite di controllo e interventi pianificati e spesso salvifici si vedranno congedati con tanti cari saluti e senza la tutela di quel diritto che la Costituzione garantisce loro, ancora una volta, le notizie legate alla situazione sanitaria attuale sono fonte di grandi perplessità e preoccupazioni. L’emergenza sanitaria - concludono i membri provinciale e regionale del partito di Carlo Calenda. - va gestita non certo affrontata con miopia e confidiamo nel fatto che questi nostri -ci si consenta, legittimi!- timori risultino infondati e che la governance del nosocomio abbia già previsto il modo più efficace e funzionale per affrontare la faccenda nella maniera più precisa possibile.

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