Punto nascita di Sant'Agata di Militello, sindacati: “Troppe contraddizioni, presto nuove proteste”

Secondo la Uil, l'Asp cerca medici specializzati ma nel frattempo manda i ginecologi dell'ospedale in altre strutture. Il benvenuto a capodanno al primo bimbo nato ma un'altra donna è stata costretta al trasferimento per dare alla lice il proprio bimbo

All'ospedale di Sant'Agata di Militello, il giorno di Capodanno è venuto alla luce, il primo bambino della provincia di Messina. Nella stessa giornata, un’altra donna già in fase di travaglio, non ha potuto partorire e si è reso necessario il suo trasferimento al Punto Nascita di Patti.

Lo segnala la Uil, tornando su un tema che non ha mai smesso di tenere col fiato sospeso gli abitanti dell'hinterland. “Esiste o non esiste il Punto Nascita di Sant'Agata Militello?”, si chiedono il segretario generale della Uil Ivan tripodi, quello provinciale Giuseppe Calapai, il coordinatore dell'area medica UilFpl Mario Macrì e il presidente del comitato Mario Russo.

I sindacalisti mettono in evidenza una serie di contraddizioni. L'asp infatti avrebbe da una parte attivato le procedure di assunzione l'1 dicembre e dall'altra avrebbe “misteriosamente bloccato lo scorrimento delle assunzioni per mobilità dei dirigenti medici di neonatologia/pediatria per n.5 posti nonostante l’elenco era di 14 medici idonei del n°1068/C del 12 aprile 2018. In piu: i ginecologi dell’ospedale di Sant'Agata Militello sarebbero stati trasferiti verso altri ospedali. 

La questione investe in modo particolare il futuro del punto nascita dell'ospedale, proprio perchè le carenze di personale medico specializzato sono uno dei motivi alla base della sospensione della struttura. Il 22 novembre 2019, l’assessorato alla Salute ha inviato una richiesta di deroga al Ministero della Salute per dare tempo al punto nascita di adeguarsi e non essere definitivamente calcellato.

Il Comitato, la Uil e la UilFpl dopo la petizione popolare “dal risultato strepitoso” preannunciano imminenti azioni al fine di scongiurare la definitiva chiusura del Punto Nascita di S. Agata Militello: “Le donne dei Nebrodi - conclude la nota - non possono aspettare reconditi giochetti e reclamano il diritto a partorire nel loro ospedale”.

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