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San Giovanello, dopo trent'anni la Regione vuole recuperare le palazzine mai completate

Il presidente Nello Musumeci ha sottolineato la volontà di cancellare "una ferita storica per Messina". L'assessore Falcone punta a un piano di completamento con Iacp. Ma sarà possibile utilizzare solo la metà degli alloggi

Da un lato le baracche, dall'altro i palazzi mai completati. Le due facce dell'emergenza abitativa che da anni contraddistingue Messina.

Un esempio su tutti viene dal lotto di San Giovannello. In cima alla collina ci sono tre palazzi di cinque piani ciascuno, costruiti a partire dal 1990 con fondi regionali. Da Palermo, infatti, nel 1986 erano arrivati i soldi per realizzare le abitazioni, poi passate sotto l'ala dell'Iacp, che avrebbero dovuto ospitare i dipendenti regionali.

Ma i lavori si sono fermati improvvisamente per la mancanza di risorse e il solito pasticcio burocratico tra enti. A distanza di quasi trent'anni restano solo gli scheletri e i palazzi rischiano di essere inagibili. 

L'imminente passaggio del patrimonio immobiliare dell'Istituto Autonomo Case Popolari all'Agenzia per il Risanamento comunale potrebbe risolvere il nodo, anche se il lotto non rientra nei finanziamenti della legge regionale del 1990 sul risamento edizilio di Messina.

Ma è la stessa Regione a riaccendere i riflettori sulla vicenda. Il presidente Nello Musumeci si dice "pronto a cancellare questa ferita storica per Messina, un monumento di sperpero e inefficienza anche grazie allo sblocco  di cento unità immobiliari attraverso il deciso e risolutivo intervento per il risanamento". 

Interviene anche l'assessore alle Infrastrutture Marco Falcone. "Abbiamo già chiesto a Iacp - precisa -  di redigere a ritmi serrati un piano di completamento degli immobili incompiuti del rione San Giovannello. Un intervento atteso da anni una città dove le politiche abitative pubbliche, a partire da risanamento e sbaraccamento, vivono già un'inversione di tendenza".

Ma dei complessivi 76 alloggi si potrà recuperare meno della metà. "Sarà possibile recuperare una trentina di alloggi che, per le fasce più deboli della popolazione, saranno un'importante boccata di ossigeno. Verranno invece buttate giù le parti delle palazzine che non sono recuperabili".

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