Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Scritte fasciste a palazzo Coppedè, l'Anpi: "La velatura non basta, se c'è bisogno paghiamo noi per cancellarle"

Le disposizioni della Soprintendenza non convincono l'associazione partigiani. Ma in realtà si tratta di un provvedimento che rende non evidente la scritta senza compromettere la materia

La "velatura" non basta e se serve accollarsi le spese per cancellare quelle scritte fasciste siamo disposti ad accollarcele. E' questa in sintesi la presa di posizione dell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani d’Italia - sezione di Messina - sul restauro di Palazzo Magaudda dove è già riemersa la scritta "Mussolini" e un'altra di epoca fascista potrebbe apparire a restauro completato.

"Il 15 settembre scorso - si legge nella nota dell'Anpi - la Soprintendenza di Messina ha effettuato un sopralluogo al palazzo in stile liberty eclettico, con la partecipazione del direttore dei lavori, della progettista del restauro, della restauratrice e dell’amministratore del condominio dell’is. 314 (via Garibaldi – via Cesare Battisti – via Castellammare). Si è immediatamente constatato che le scritte “Mussolini”, frutto di un rifacimento con colore smaltato nero, disturbano esteticamente la visione del prospetto dopo il recupero. Non hanno ragione di permanere in piena evidenza. La Soprintendenza considera opportuna la “velatura” (come scritto da MessinaToday) delle scritte in modo da ridurne l’impatto visivo".

Ma l’Anpi, che per prima in città si è mossa su questa vicenda della “riemersione” e del rifacimento delle scritte, si chiede cosa si intenda per “velatura”. “La velatura - prosegue la nota - è una tecnica pittorica che consiste nella stesura di uno strato di colore sopra un altro già asciutto. Lo strato fresco deve essere sufficientemente sottile da lasciare trasparire il tono sottostante”: così si legge su Wikipedia. E sulla Treccani: “Nella tecnica pittorica, il sottile strato di colore che il pittore distende sul dipinto ben secco, sia per intonarlo meglio, sia per addolcire il modellato, sia per modificare la forza di un tono; l’uso della velatura non è un ripiego, bensì un preordinato artificio”.

Insomma, si muovevano in questo senso gli interventi dell’Anpi, del Pd e del prefetto, degli architetti Celona e Marabello? Con tutte le cautele scientifiche del caso, trattandosi di “restauro”, è chiaro che quelle scritte non hanno ragione di persistere.

"Se poi il problema è quello di far intervenire un camion col “cestello” e un operatore - conclude l'associazione - visto che il ponteggio è stato spostato sull’altro lato del palazzo, l’Anpi di Messina chiarisce che è pronta ad accollarsi la spesa. Non sarà certo questo costo a fermare due idee dell’Associazione partigiani: il rispetto per storia urbana della Messina post-terremoto e la condanna di qualsiasi “esperimento” di esaltazione immeritata per chi tanto male ha fatto all’Italia e a Messina in particolare".

In realtà la velatura anche se non cancella, copre completamente. E' una pratica tecnica che rende non evidente la scritta ma non compromette la materia. La Soprintendenza ai Beni cultura al riguardo ha già emanato un apposito provvedimento che impone appunto "la velatura".

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