Cronaca

Allarme per l'Alcantara a secco, Siciliacque: “Colpa di siccità, prelievi abusivi e nuovi assetti geologici”

Preoccupazione per il secondo fiume della Sicilia dopo l'Sos lanciato dal presidente del Parco Renato Fichera. I dati escludono che la secca di alcune parti del fiume sia addebitabile ai prelievi della società mista. Il direttore Alesso: “Le quantità d'acqua che noi captiamo, destinate al fabbisogno dei Comuni della fascia Jonica Messinese, sono inferiori a quelle previste in concessione”

Siccità, prelievi abusivi e nuovi assetti geologici che hanno determinato l'apertura di micro faglie modificando il percorso dell’acqua. E’ quanto emerge da un sopralluogo effettuato martedì per la verifica degli strumenti di misurazione delle acque provenienti dalla galleria drenante Alcantara. I dati escludono che la secca di alcune parti del fiume sia addebitabile alle captazioni di Siciliacque come invece dichiarato nei giorni scorsi dal presidente del Parco dell’Alcantara, Renato Fichera, che già ieri – con una nota – aveva corretto il tiro.

Dai dati raccolti emerge infatti che i prelievi di Siciliacque siano addirittura inferiori del 50% rispetto ai valori previsti in concessione (massimo 520 litri al secondo). Ciò conferma, secondo Siciliacque, che le cause della crisi idrica dell’Alcantara vadano ricercate nella siccità degli ultimi tre anni, nei prelievi abusivi o incontrollati lungo il fiume e nei pozzi vicini, nonché nei nuovi assetti geologici che hanno determinato l'apertura di micro faglie modificando il percorso dell’acqua.

Temi al centro del tavolo tecnico che si è tenuto martedì dopo il sopralluogo e che, oltre a Siciliacque, ha visto la partecipazione tra gli altri del dipartimento regionale Acque e rifiuti, del Parco fluviale dell’Alcantara, dell'Autorità di bacino, dei Geni civili di Catania e Messina. "Come abbiamo sempre affermato e messo per iscritto in comunicazioni ufficiali – dice Giuseppe Alesso, direttore generale di Siciliacque – le quantità d'acqua che noi captiamo dalla galleria drenante Alcantara, destinate tra l'altro al fabbisogno idropotabile dei Comuni della fascia Jonica Messinese, sono inferiori a quelle previste in concessione. Dobbiamo inoltre sottolineare che i valori stabiliti in concessione sono in ogni caso talmente bassi da non poter minimamente influire sulla portata del fiume, che a regime dovrebbe trasportare 20-30mila litri d'acqua al secondo".

"La mancanza d'acqua nel fiume, pur non essendo addebitabile ai prelievi di Siciliacque, è comunque un problema che va affrontato in sinergia tra gli enti che a vario titolo hanno competenza oppure operano nel bacino idrico dell’Alcantara – conclude Alesso –. Siciliacque, ancora una volta, ribadisce la più ampia disponibilità a fornire tutto il supporto tecnico necessario".

Martedì scorso, dopo il tavolo tecnico nei locali del Parco Fluviale dell'Alcantara, il presidente ha preso l’impegno di un controllo  a tappeto lungo tutto il fiume dei prelievi che restano in fase di continuo monitoraggio e verifica, da parte del Corpo Forestale, della Polizia Metropolitana e dell’Associazione Nazionale dei carabinieri di Gaggi, per appurare eventuali abusi.

“Resta l’attuale grande dilemma dei pozzi di prelievo che fiancheggiano l’asta fluviale – ha detto Fichera - che, intercettando le falde acquifere sotto terra, asportano il liquido. Ciò dovrebbe trovare soluzione con l’approvazione della riperimetrazione territoriale del Parco che al momento è in attesa dell’approvazione dell’Assessorato Territorio ed Ambiente”.

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