Merì si veste di arte, la rivoluzione “urbana” che rende omaggio al maestro Chinnici

Con meno di tremila euro si cambia volto al Comune grazie anche ai fondi per la Democrazia partecipata. L'assessore Arcoraci: “Orgogliosi delle nostre radici e di sperimentare soluzioni innovative o progetti artistici”

Chi pensa ancora che per arredare una città basta qualche albero e due panchine farebbe bene a fare un salto a Merì.

Scoprirebbe come anche aspettare l’autobus può diventare un momento di estrema bellezza, un momento in cui si può tornare ad essere orgogliosi della propria città, delle proprie radici e di coloro che l’hanno abitata.

Da qualche tempo, infatti, campeggiano le nuove pensiline che altro non sono che “cornici” dei più grandi capolavori del maestro Chinnici.

Pannelli, che hanno sostituito quelli ormai decotti, utilizzando i fondi della Democrazia partecipata previsti dalla legge regionale. 

In pratica i comuni siciliani possono spendere una quota del 2% dei trasferimenti correnti delegando la scelta delle cose da acquistare o interventi da effettuare direttamente ai cittadini. E mentre tanti comuni della Sicilia non riescono ad approfittare di questa opportunità perché non riescono neanche a fare un progetto e devono restituire i fondi, a Merì si è deciso di cambiare volto alle pensiline con un progetto che ha invece cambiato il volto dell’intero paese. Tutto questo con meno di tremila euro.  Ne viene fuori un risultato bello e poetico.

“Non ringrazieremo mai abbastanza il maestro Lorenzo Chinnici – spiega l’assessore alla Cultura di Merì Carmelo Arcoraci, 42 anni -  che ha accettato di far decorare le cinque pensiline delle fermate dell’autobus sulla strada statale 113, che attraversa il comune tirrenico, con le stampe delle sue opere. Ne viene fuori un viale trasformato, pieno di colore, di luce – continua ancora Arcoraci - Ma non solo, sta diventando un modello da seguire, un esempio anche per i comuni vicini”.

Anche ad Oliveri infatti sono spuntati da qualche giorno pannelli alle fermate degli autobus “personalizzati”, stavolta con i volti dei giudici Falcone e Borsellino.

Quello di Merì però è un evento speciale perché celebra ancora una volta un legame fortissimo fra il paese tirrenico e l’artista Chinnici che in quei vicoli è nato, cresciuto e svezzato artisticamente e che oggi il mondo ci invidia.

Chinnici non abita più da tempo a Merì ma dal 2017 è cittadino onorario. “L’amministrazione gli ha voluto consegnare simbolicamente le chiavi della città – continua l’assessore Arcoraci - e sempre nel 2017 è stata inaugurata la sala Chinnici. Ospita i sei quadri che ha voluto donare alla sua città natale e che sono in mostra permanente, mentre un altro è esposto nell’aula consiliare insieme ad un’opera di Furnari che è stato anche maestro di Chinnici. Quello che mi inorgoglisce di più è che questo ritrovarsi con l’artista Chinnici ha contribuito a fare uscire il paese dall’anonimato, non più solo un posto di passaggio. Ma un posto che per i personaggi a cui ha dato i natali e le occasioni culturali che sta creando, riscopre identità e orgoglio”.

Una piccola rivoluzione che sembra destinata a durare.

“Sull’arte e l’arredo urbano sono tanti i progetti in mente – spiega Arcoraci – ma non posso anticipare nulla perché si stanno  ancora concordando e definendo insieme al il vicesindaco Antonino Siracusa e al sindaco Filippo Bonansinga”.

Quello che  è certo è che certo è che l’arredo urbano a Merì sembra destinato a diventare una occasione per sperimentare soluzioni innovative o progetti artistici.

Soluzioni che si diffondono in sempre più città del mondo con elementi pubblici, come panchine, cassonetti e cestini che non si limitano alla loro funzione ma diventano arredo.

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Si è cominciato con le fermate dell’autobus. Forse non è un caso. Chinnici è uno degli artisti più amati in Russia, dove sulle fermate dell’autobus create dall’ex regime sovietico si sono messi in gioco artisti e architetti che hanno sperimentato per anni stili nuovi e singolari con risultati straordinari.

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