menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Da Lipari a Milazzo per una ecografia, futura mamma rispedita indietro perchè manca il medico: bufera sul percorso nascite

La denuncia del presidente del consiglio Giacomo Biviano che parla di gravi inadempienze e responsabilità: “Gravide eoliane siano costrette a vivere la propria gravidanza in assoluto disagio”

Incinta, da Lipari a Milazzo per l’esame morfologico del feto, è stata rimandata indietro perché mancava il medico di turno. Macinare chilometri, in situazioni a rischio anche per la pandemia, è diventato davvero pesante per le future mamme delle Isole Eolie.

E’ la denuncia di  Giacomo Biviano, presidente del consiglio comunale di Lipari, inoltrata all’assessore regionale alla Salute, al dirigente generale del Dipartimento prevenzione strategica nonché a direttore generale e al direttore sanitario dell’Asp di Messina che torna a rivendicare il percorso nascita all’ospedale di Lipari con sorveglianza di mamma e feto. “Una prestazione indifferibile” scrive Biviano che chiede di avviare tutte le operazioni necessarie per rendere il percorso nascita nell’ospedale di Lipari pienamente funzionale così come era stato disposto dalla Regione.

“Le responsabilità di tali inadempienze sono da ricercare tra coloro che hanno il compito di garantire tutte le prestazioni necessarie ed indifferibili per la piena attuazione del percorso nascita, tra i quali la possibilità di poter effettuare in loco l’esame ecografico morfologico del feto – scrive nella denuncia Biviano -  Purtroppo, non solo questo non è avvenuto, costringendo le puerpere eoliane  a dover sostenere in questo particolare periodo emergenziale e di rischio contagio dei viaggi difficoltosi per recarsi sulla terraferma, ma è addirittura notizia di oggi che una di esse appena arrivata a Milazzo per sostenere l’esame ecografico morfologico del feto  è stata rimandata indietro per l’ assenza del medico di turno”.

La futura mamma, infatti, non potendo effettuare l'esame ecografico e non essendo stata preventivamente avvertita, è stata costretta ad aspettare nei pressi della stazione marittima di Milazzo dalle 08.30 alle 13 prima di poter far ritorno a casa con il primo mezzo marittimo di linea utile.

“Tutto questo - insiste Biviano - in barba allo stato psico-fisico e a tutti rischi di contagio che la stessa è stata costretta a sopportare. Non è tollerabile che per le inadempienze di chi non è riuscito ad attuare pienamente le disposizioni del dirigente generale dell’assessorato alla Salute, le gravide eoliane siano costrette a vivere la propria gravidanza in assoluto disagio, oltre che di rischio per la propria salute e per quella del nascituro. E questo nonostante il percorso nascita sia stato considerato una “prestazione indifferibile. Si prenda esempio dall’azienda ospedaliera Papardo di Messina – conclude il presidente del Consiglio -  diretta dal dottore  Mario Paino, che nel periodo emergenziale è riuscita a garantire non solo un percorso nascita ad hoc, ma anche che lo stesso evento parto si possa svolgere in totale sicurezza per le donne eventualmente contagiate dal virus covid-19. Un eccellenza assoluta”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

MessinaToday è in caricamento