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L'indagine sulla Banca di Credito Peloritana, raffica di perquisizioni nelle aziende

Sottoposti a sequestro Pc e telefonini per ordine della Procura. Si passano al setaccio le operazioni sospette per l'accusa di riciclaggio e autoriciclaggio. Al centro della bufera le aziende del gruppo Giordano e i legami con imprese della criminalità organizzata

Locali alla moda, squadre di calcio; società di gestione alberghiera, servizi funebri, servizi di soccorso in ambulanza, gestione di supermercati e immobiliari. C’è un pezzo dell’economia in chiaroscuro di Messina al centro della raffica di perquisizioni che ha investito la Banca di Credito Peloritano spa, già sottoposta a commissariamento per ordine della Banca d’Italia e le aziende titolari di conto.

I finanzieri del reparto tributario di Messina, per ordine del Procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci che coordina le indagini, hanno fatto visita alla sede della banca e ordinato perquisizioni sul conto di Paolino Muscolino, originario di Antillo, 74 anni, direttore generale mantenuto in servizio per la gestione ordinaria e una serie di aziende titolari di conti correnti con la stessa banca.

L’accusa che viene mossa è riciclaggio e autoriciclaggio. E investe le aziende del gruppo Giordano, l’imprenditore che ha costruito la stessa sede della Banca e aziende in orbita di indagini sulla criminalità organizzata, come il gruppo Romeo, storicamente legato al Clan Santapaola di Catania e  società riconducibili anche al clan di Giostra di Giuseppe Irrera, di recente al centro dell’inchiesta sulle scommesse clandestine dei cavalli.

I provvedimenti di sequestro su telefonini e pc in uso a imprenditori e aziende hanno investito Antonio Fazio, 52 anni, imprenditore messinese; Antonino Giordano con i fratelli Giacomo e Marco Giordano, 29 anni; Vito Ladik nato a Matera e residente a Roma, del ’58; Vincenzo Carmelo Martorana, 59 anni; Grazia Parisi, 55 anni, residente a Venetico; Sebastiano Rodilosso, 55 anni; il commercialista 54enne Enzo Barilà originario di Bagnara Calabra, residente a Messina, già consulente della Procura di Messina in alcune indagini patrimoniali e contabili; Oscar Pappalardo del ’53 residente a San Giovanni La Punta; Michele Vasari, 45 anni; Giuseppe Denaro del ’62, Hermes Raffone del ’77, Giuseppe Latella, 46 anni, il catanese Carlo Palazzo del ’68 e Rocco Bambaci, 58 anni.

Gli occhi del finanzieri sono puntati soprattutto sull’imprese della Galassia di Nino Giordano, socio della stessa banca, come rilevato nel decreto toc secret adottato nell’aprile scorso dall’assessorato all’economia della Regione Sicilia; sulla scorta delle contestazioni già mosse dagli ispettori della Banca d’Italia.

Le società del gruppo Giordano ora passate al setaccio dai finanzieri sono: Gioma spa; Centro Sud srl; Meridional Service srl; Gio. Imm; Gioma Faciliy Managment; Risanamento Messina; Procoge; Edifica srl; Teknogest, Duomo Srl; Blue DEream; Grande distribuzione Russo; Alpi srl; Nuovo Parnaso.

La bufera ha investito anche Giuseppe Denaro; dell’omonimo gruppo. I finanzieri hanno avuto incarico di spulciare le dotazioni informatiche in capo alla Sars, società grandi alberghi siciliani, e Sviluppo Commerciale di Rometta.

Nell’orbita delle indagini figura anche il gruppo di Andrea Caristi, cui fa capo la Contexst Hr, srl; quello di Paolo Bisceglia con Fo.Ge. In srl e la società di costruzioni collegata.

Tornano in pista anche le sigle societarie riconducibili a Pietro Gugliotta, con l’Associazione calcio Riunite di Messina e fa capolino nelle indagini anche la società sportiva dilettantistica di Milazzo.

Molte delle aziende visitate sono nelle costruzioni: Pitagora srl; Antares Srl. Co.Min soc. cooperativa, Sergio Simon; Sirio Costruzioni; Luciana Sorce. Visita anche al gruppo Cucuzzella Srl, per la verifica delle dotazioni informatiche in capo a Giovanni e Salvatore Cucuzzella. Del gruppo Romeo viene indicata l’impresa cooperativa Win Play e sono indicate come persone fisiche, Vincenzo Romeo e Caterina Di Pietro.

Più composito l’elenco che fa capo a Beppe Irrera di Giostra e ai fratelli Catanzaro. I controlli hanno investito Giuseppe Irrera, Ivan e Domenico Catanzaro e Marcello Danzè  e le imprese: M’ama srl; New M’Ama srl; Servizi fenebri Catanzaro; la Boutique della frutta; Grotte Srl; Obiettivo immobiliare srl; Seven Immobiliare, Wines e liquores; Ambulanze Messina Soccorso.

Al gruppo di Rocco Bombaci si fanno risalire  Effedi srl; Dea Film srl; Supermercati Standa srl; Sandam srl; Dgr.Pis, società cooopertiva; Sal Flor, alimentari; Euromarket srl.

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