rotate-mobile
Martedì, 5 Marzo 2024
Cronaca

Persone e personaggi che abbiamo salutato per sempre nel 2023, l'eredità di Angela Bottari

Da Mimmo Minutoli a monsignor D'Arrigo, sono tanti gli addii che abbiamo dovuto dare. Li ricordiamo tutti con "l'ultimo testamento" della parlamentare morta il 14 novembre. Le sue parole e il coraggio di cambiare idea anche sul Ponte per una Sicilia che ha "bisogno di futuro"

Nel 2023 abbiamo dato l'addio a personaggi che hanno rappresentato un pezzo di storia per Messina. L’attrice Anna Kanakis, Sebastiano Lo Monaco, che messinese non era ma in città ha lasciato un segno importante, Mimmo Minutoli. Abbiamo dato l’addio a pilastri della cultura come Andrea Purgatori, Giuseppe Oreto, luminare di cardiologia e poeta, il maestro Nicola Arena. 

Ma non ci siamo lasciati dietro solo personaggi ma anche persone: Giuseppe Prinzi, titolare della storica cartoleria, Mimmo Giordano del bar di Mili Marina, Grazia Celona del Ritrovo Don Minico, Cesare Petrella che ha fatto la storia della pasticceria a Messina, la paladina di cani e gatti senza casa Rosamaria Ruggeri, lo storico cappellano della Vara monsignor Vincenzo D'Arrigo, il violinista Felice Pagano, il poeta delle tradizioni popolari Pippo Bonaccorso, l’influencer Italia Puglisi, Emilia De Salvo, protagonista di tante campagne di sensibilizzazione anche per le donazioni di sangue, i portieri del Messina Giuseppe Salerno, Francesco Chirieleison e Mimmo Cecere ma anche Roberto Branca della Fit. La politica ha perso invece Ciccio Italiano “compagno” morto il giorno del suo compleanno mentre Palazzo Zanca ha pianto l’ingegnere Franco Mormino e Daniela Bianco. Per non parlare poi della strage silenziosa dei morti sul lavoro come Kevin Laganà o in incidenti stradali. 

Un elenco che sicuramente non rende giustizia perché di nomi e storie che non si dovrebbero dimenticare mai ce ne sono molti altri, tanti, purtroppo che resteranno nel cuore di chi li ha conosciuti e voluti bene. Noi rendiamo omaggio a tutti qui, uno per uno. 

Ma al centro esatto di tutto, a segnare la spaccatura di un prima e di un dopo, non possiamo non porre l’ultimo saluto che abbiamo dato ad Angela Bottari il 14 novembre, parlamentare per tre legislature.  

VIDEO | Cosa è successo nel 2023? I fatti che hanno segnato un intero anno

A ricordarla, poche settimane fa, all'assemblea nazionale del Pd, è stata Laura Giuffrida che ne ha voluto rimarcato l’impegno non solo contro ogni discriminazione ma portando all’attenzione della platea anche la visione “moderna, contemporanea, sempre attenta ai temi del presente” di Angela Bottari che, appena due mesi prima della sua morte, quando era già fortemente provata dalla malattia, ha voluto partecipare a una giornata di studi dedicata a Lucio Libertini a Palermo per presentare una relazione intitolata “Oltre il ponte”. Lei che era stata pontista convinta, tanto da far parte della società Stretto di Messina quando fu costituita, ha voluto chiarire che se cinquant’anni fa poteva avere ancora un senso parlare di ponte nello Stretto di Messina oggi non ne ha più alcuno. Perché? Semplicemente perché è cambiata la storia, la società, sono cambiate le condizioni paesaggistiche e ambientali e il progetto Ponte è ormai un progetto “che guarda al passato in un territorio che ha bisogno di futuro”. 

E’ un testamento per Messina quello che lascia Angela Bottari, con un messaggio anche sul mondo che gli piacerebbe fosse lasciato alle giovani generazioni. Il suo intervento è stato registrato da Radio Radicale. Noi ve lo proponiamo. Per non dimenticare.

Se cinquant'anni posson bastare

“Per questo convegno ho dovuto rileggere tante delle cose che Libertini aveva detto e scritto e mi sembrano scritte stamattina. Evidentemente abbiamo dei problemi irrisolti, che con l’intuizione di cinquant’anni fa e una modernità assoluta sono stati posti ma non si sono risolti in cinquant’anni. Oggi cosa dobbiamo ricordare di lui? I tratti più salienti. Sono tantissimi. Sulle politiche abitative, disse le cose più moderne. Così come sulle politiche delle città e l’ambiente. Politiche dei trasporti. Detti cinquant’anni fa però. Cose con cui oggi dobbiamo fare ancora i conti. Perché  il mio intervento “Oltre il Ponte”? Perché è un dibattito che appassiona, lacera, divide e unisce il Paese. Pensate che la società Stretto di Messina fu fatta nel ‘71, entra a regime nell’81 grazie anche a  uomini come Libertini, come Peggio. Questa fu la novità. Ripenso alle posizioni di Libertini sul Ponte, che fece un convegno nel 1986 a Messina e Reggio Calabria. Ci sono gli atti. Perché oggi lo dobbiamo citare? Perché non è vero che la Sinistra e i comunisti in particolare hanno avuto sulle vicende del ponte una visione ideologica. Non è vero. Io questo lo nego. Il problema conservazione e modernità, era a destra non a sinistra. Dobbiamo dare merito a Libertini di aver voluto sottrarre proprio al dibattito ideologico la questione Ponte sullo Stretto. Non si può agitare a seconda delle convenienze politiche del momento, si deve togliere dalla contingenza un tema come questo, non può essere contingente, e non può essere utilizzato e strumentalizzato".

"Guardiamo ai gruppi dirigenti del Partito Comunista e della Sinistra in generale. Erano gruppi dirigenti moderni, amavano la scienza, seguivano le questioni tecnologiche. C’era una modernità, a partire da Berlinguer, a Libertini per arrivare a Bassolino. Davvero pensiamo che la sinistra avesse un gruppo dirigente muto, sordo, cieco? Era invece interessatissimo, rappresentava la modernità. Ma non di una modernità acritica, ma una modernità qual è quella a cui bisogna guardare. Ed erano le politiche pure di cinquant’anni fa... Penso anche alla Sicilia. La Sinistra siciliana, a parte posizioni che è legittimo ci siano, davvero è stata contraria alla costruzione del Ponte? No. Però voglio fare però una considerazione: noi ne parliamo da 45 anni fa. Sono passati 45 anni e la Sicilia non solo è rimasta la stessa su alcune questioni, - trasportistica, viaria, se penso al raddoppio Messina-Palermo sono trent’anni e non si farà più – Avessero deciso cinquant’anni fa aveva un senso probabilmente perché c’erano culture diverse – paesaggistiche, ambientalistiche. Oggi chi ha detto che i trasporti devono andare solo su gommato? Oggi sono cambiate parecchie cose. Ce lo dice l’Europa che sono cambiate. Quale mondo vogliamo lasciare alle giovani generazioni? Dobbiamo vergognarci se vogliamo lasciare un mondo che non va bene. Oggi davvero è utile una struttura di questa natura o invece sono utili tante altre cose? Io 45 anni fa avrei detto che sono una pontista. Oggi non lo dico più. Ognuno di noi deve sviluppare una riflessione. Senza ideologismi, sono d’accordo. Ma li fanno gli altri, li fa la Destra gli ideologismi, noi abbiamo posizioni politiche corrette che guardano alle sensibilità di oggi, alla cultura di oggi, ambientale, paesaggistica, al bello ai cambiamenti climatici, al sistema dei trasporti che è modificato. E questo noi oggi dobbiamo far valere nel confronto con tutto il Paese”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Persone e personaggi che abbiamo salutato per sempre nel 2023, l'eredità di Angela Bottari

MessinaToday è in caricamento