Lotta alla pesca illegale e ripopolamento, partono i lavori a Capo Peloro

La ditta Sogemar installerà una barriera contro la pesca a strascico. Sui fondali previste strutture per la protezione della fauna ittica. Oggi la consegna dei lavori

Lotta dura alla pesca illegale nel mare di Messina. Questa mattina sono stati consegnati i lavori per la realizzazione di barriere contro la pesca a strascico e nuove strutture per favorire il ripopolamento della fauna ittica. Gli interventi verrano realizzati dalla ditta So.Ge.Mar Costruzioni nella fascia marina costiera di Capo Peloro. Si tratta di un'iniziativa relativa al progetto "M.A.S.T.E.R." finanziato dalla Regione. 

Oltre alla collocazione dei manufatti  dissuasivi e di quelli diretti al ripopolamento delle specie locali, il  progetto si avvale della collaborazione dell’Università degli Studi di  Messina dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche ed  Ambientali (CHIBIOFARM) con la quale è stata stipulata un’apposita  convenzione per fornire il necessario supporto scientifico nelle fasi di valutazione, progettazione ed eventuale realizzazione delle opere e della fase di monitoraggio.

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"Già nella prossima settimana – ha evidenziato l’assessore alle Politiche del Mare Dafine Musolino –  sarà effettuato un sopralluogo con la capitaneria di porto finalizzato  alla individuazione del punto in cui collocare le strutture e,  parallelamente, istituirò il tavolo di studio con l’Università degli  Studi di Messina Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche,  Farmaceutiche ed Ambientali (CHIBIOFARM) per concordare l’avvio delle  fasi di studio e di monitoraggio del progetto, che costituirà un  importante laboratorio sul campo di indagine della flora e della fauna  locale, i cui risultati avranno risalto anche ai fini del riconoscimento  della Bandiera Blu per Capo Peloro. Mi piace ricordare che questo progetto, originato dalla volontà di  arginare il fenomeno della pesca abusiva a strascico che ha impoverito i  fondali della costa messinese è stato fortemente voluto dal compianto  consigliere della VI Circoscrizione Peppe Sanò, tragicamente scomparso  proprio nelle acque di Capo Peloro poche settimane fa e che avrebbe  sicuramente condiviso questo importante traguardo”.

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