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Piattaforme scolastiche Dad nel mirino degli hacker, scoperto e denunciato il gruppo di disturbatori

I poliziotti hanno individuato organizzatori ed amministratori, identificando tre ragazzi, di cui uno minorenne, residenti nelle province di Milano e Messina, che facevano parte di gruppi Telegram ed Instagram, creati appositamente per disturbare i docenti e provocare la sospensione delle lezioni

Disturbavano metodicamente le lezioni online imposte con la didattica a distanza, facendo delle vere e proprie incursioni nelle piattaforme online utilizzate da studenti e docenti.

La Polizia Postale di Genova, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo ligure, li ha scoperti dopo mesi di indagini, una vera e propria banda specializzata nel disturbare la dad in tutta Italia. Le prime segnalazioni erano arrivate durante il lockdown di marzo 2020, e da lì erano partiti gli agenti della Postale, raccogliendo traccia virtuale dopo traccia virtuale sino ad arrivare ai tre organizzatori e amministratori.

VIDEO | “La postale non può trovarci”, le intercettazioni che inchiodano i giovanissimi disturbatori della Dad

Si tratta di tre giovani, di cui uno minorenne, residenti nelle province di Milano e Messina, che comunicavano tra loro tramite chat su Telegram e su Instagram creati appositamente per mettere a punto piani in grado di disturbare e interrompere le lezioni online.

A condividere i codici di accesso alle video-lezioni spesso erano gli stessi studenti che vi partecipavano, anch’essi individuati dai poliziotti. Tra i messaggi che il gruppo si scambiava erano presenti anche considerazioni sull’operato delle forze dell’ordine: «Intanto la Polizia Postale non ha tempo da perdere nel cercare di trovarci».

Tutti gli indagati hanno subito ammesso di essere loro i “disturbatori seriali”: l’accusa è di interruzione di pubblico servizio e accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

Durante le perquisizioni, eseguite con l'ausilio del Compartimento Polizia Postale di Milano e della Sezione di Messina con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, sono stati sequestrati computer, tablet e smartphone che verranno analizzati dagli esperti della Postale per valutare la posizione degli altri giovani iscritti nelle chat utilizzate per i raid alle lezioni.

articolo modificato alle 9.15 del 23 marzo 2021 // aggiunti dettagli all'operazione

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