Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Pirateria online, Messina ancora al centro dello streaming illegale

Contenuti Mediaset e Sky diffusi su Internet attraverso codici rigenerati. Nella città dello Stretto una vera e propria centrale di gestione che dialogava con la Svizzera. Oltre 2mila le persone multate. I dettagli dell'operazione "Switch off" della guardia di finanza di Paderno Dugnano

Messina "capitale" dello streaming illegale. Dopo l'operazione della polizia postale che ha portato a disattivare un milione e mezzo di abbonamenti falsi, la città dello Stretto è finita sotto la lente d'ingrandimento della guardia di finanza di Paderno Dugnano al termine dell'operazione "Switch off".  Le Fiamme Gialle hanno sgominato un'organizzazione criminale denunciando 22 persone che gestivano i centri di trasmissione Iptv, "Internet protocol television", localizzati nel Canton Ticino e nella stessa Messina

In 900 vendevano gli abbonamenti - chiaramente illegali - e in oltre 2mila beneficiavano di quegli stessi abbonamenti. Era una vera e propria azienda, ma del "pezzotto" con al centro un mega giro di pirateria con contenuti riservati di Sky e Mediaset. 

Gli indagati - come riporta MilanoToday -  che devono rispondere dell'accusa di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, vendevano e distribuivano "flussi audio video decriptati a circa 900 rivenditori, reseller, che, a loro volta, li immettevano nella disponibilità di una moltitudine di clienti", che pagavano cifre tra i 10 e i 15 euro al mese per "visionare illegalmente i contenuti 'piratati' delle principali piattaforme pay tv, tra cui programmi on demand, eventi sportivi live, film e spettacoli di intrattenimento", per un danno alle aziende del settore stimato dai finanzieri in almeno 130 milioni di euro. 

Le fiamme gialle meneghine hanno anche sottoposto a sequestro i conti utilizzati dagli indagati per incassare gli abbonamenti "pezzotti", che avrebbero fruttato ai 22 circa un milione di euro nel corso del tempo. I finanzieri - sottolineano dalla Gdf in una nota - hanno segnalato all'autorità giudiziaria anche i 900 reseller, "nei confronti dei quali scatterà una multa da 2.582 a 25.822 euro", e sanzioneranno i 2mila clienti identificati con multe da 1.032 euro. 

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