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VIDEO | Trentadue ore per fare la pizza più innovativa della Sicilia, Matteo La Spada svela i segreti dell' "Orso in Duomo"

A un anno dell'apertura del nuovo locale dei fratelli Gianluca e Giuseppe Arcovito e di Giuseppe Denaro, la secondogenita del gruppo "L'Orso" presenta il progetto di valorizzazione del territorio attraverso la narrazione del lavoro di ricerca portato avanti insieme al pizzaiolo che ha reso famoso il marchio messinese

Non una filiale ma un locale con un obiettivo e una identità ben precisi. È stato presentato ieri sera, a un anno dalla sua apertura, "L'Orso in Duomo", pluripremiata pizzeria messinese dei fratelli Gianluca e Giuseppe Arcovito e di Giuseppe Denaro, che si è affidata per quanto riguarda la pizza ancora una volta alle mani sapienti di Matteo La Spada, per il ristorante allo chef Francesco Foti, per il beverage e i cocktails al bartender Daniele De Carolis. Personalità conosciute e affermate nel mondo della ristorazione, che questa volta, grazie alla sinergia voluta dai titolari dell'azienda, si è unita per offrire ai clienti un mix gourmet che possa incontrare l'approvazione dei palati più severi e dei gusti più ricercati. 

Presentazione l'Orso in Duomo

"La nostra non è una storia di ristorazione perché nasciamo come organizzatori di eventi e gestori di una discoteca - racconta Gabriele Arcovito . Ma nel corso degli ultimi nove anni ci siamo adattati e trasformati seguendo il filo conduttore del fare le cose per pochi ma bene". Dopo il successo del primo locale, poi quello del lido adesso anche con la terza pizzeria il gruppo de "L'Orso" vuole aprirsi al territorio, arricchendo il menu con un impasto che deve attraversare ben 32 ore di preparazione e tre livelli di cottura diversi, prodotti locali che valorizzano il territorio e l'abbinamento di vino e cocktails scelto con cura e attenzione. 

"Il locale al Duomo non è una copia di quanto già proposto ai nostri clienti - ha specificato Arcovito - Ma abbiamo portato i panificati a un livello superiore cercando di gestirlo a livello non di pizzeria ma di ristorante". Il nuovo impasto si ottiene dalla "triplatura", cioè da una preparazione ad alta idratazione che risulta, infine, croccante all'esterno, morbida all'interno e fortemente saporita e digeribile. Innovazioni che si sposano, però, con la tradizione messinese, a cui nuovo menù ha tributato persino la pizza alla Disgraziata, nel solco tracciato dall'intramontabile panino di Don Minico. 

"Dietro i nostri successi ci sono scrifici, studio e tanta voglia di regalare gioia ai clienti", ha concluso Matteo La Spada. La presentazione, moderata dalla giornalista Stefania Petrotta, è stata occasione anche per annunciare le future collaborazioni dell'azienda con il birricio Ribaudi. 

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