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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Cronaca

Aggressioni in carcere, agenti di polizia in protesta: "La nostra divisa macchiata di sangue"

A Roma il sit-in di protesta davanti al ministero della Giustizia. Poliziotti da tutta Italia contro l'escalation di violenza nelle carceri. Nutrita la rappresentanza messinese: "Abbiamo sacrificato il nostro giorno di riposo pur di esserci"

Hanno scelto una divisa insanguinata come simbolo per protestare contro le aggressioni in carcere. Un messaggio forte quello lanciato stamane dagli agenti di polizia penitenziaria di tutta Italia, riuniti in un sit-in a Roma davanti al ministero della Giustizia. In tanti hanno sacrificato il proprio giorno di riposo per partecipare alla manifestazione fortemente voluta dalla Confederazione Sindacati Penitenziari (Con.Si.Pe.).

Nutrita la delegazione messinese con gli agenti in servizio nelle strutture di Barcellona Pozzo di Gotto e Gazzi, spesso teatro di violenze tra detenuti e personale stesso. 

"Da anni  - ha spiegato il presidente della Confederazione Domenico Nicotra - non si registrava un entusiasmo così forte proveniente dalla periferia, per esprimere agli organi politici ed ai vertici dell'Amministrazione il proprio dissenso verso l'assenza di prospettive nell'impiego efficiente di personale appartenente ad una forza di polizia dello Stato. L'inarrestabile escalation di violenza che si registra nelle carceri italiane con quotidiane aggressioni ai danni dei Poliziotti Penitenziari, l'incapacità di una qualsiasi vision da parte dell'Amministrazione penitenziaria, disinteressata a dare efficienza e dignità al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che amministra, ma di cui non fa parte, rendono non più procrastinabile un processo riformatore che porti alla liberazione del Corpo dal Dap. Proponiamo l'istituzione, alle dirette dipendenze del gabinetto del ministro, di una autonoma ed efficiente organizzazione, la polizia di giustizia chiamata a compiti che, come già le norme vigenti evidenziano, non sono più limitati alla vigilanza nelle carceri, ma ad attività nell'intero spaccato dell'esecuzione penale in cooperazione con le altre forze di polizia. L'esecuzione penale esterna, con circa 120mila utenti, ad oggi priva di adeguate misure di aiuto, da parte degli assistenti sociali, e controllo, da parte delle forze di polizia, chiama ai propri compiti la naturale Polizia dell'esecuzione penale e, dunque, la polizia di giustizia".

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