Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Insulti sessisti durante una lite tra medici al Policlinico

Il fatto è accaduto nei giorni scorsi nel reparto di Chirurgia Pediatrica, così come segnala il sindacato Usb

Un litigio condito da insulti sessisti avvenuto nei giorni scorsi al Policlinico. A segnalare la vicenda, avvenuta lo scorso 10 giugno,  è l'Unione sindacale di base in una nota firmata da Rosa Lisitano del Coordinamento nazionale Sanità. Così come riporta il sindacato "un medico specializzando in Anestesia ha aggredito verbalmente la coordinatrice nel reparto con frasi palesemente sessiste". L'uomo avrebbe fatto riferimento al diritto di voto delle donne, alla parità di diritti per poi concludere con l'immancabile "lei non sa chi sono io".

Futili i motivi come riporta la nota firmata da Lisitano. "La malcapitata aveva solo esternato al medico, che ricordiamo essere uno specializzando e senza potere decisionale, il diniego a una richiesta di demansionamento infermieristico in un momento di totale confusione per i ricoveri che stavano entrando in reparto. Questo medico che sarà un prossimo professionista inveiva a questo punto in modo violento contro la coordinatrice con frasi gravemente sessiste tipo 'Avete voluto la parità dei diritti', continuando d ‘avanti all‘utenza con “lei non sa chi sono io e avete voluto pure il diritto al voto'. Inoltre mentre lei si rifugiava nella sua stanza evitando ulteriori discussioni, questo la seguiva inveendo in modo violento. Ci riferiscono - prosegue Usb -  che poi questo medico in sala operatoria d‘avanti al letto con i bambini che stavano subendo l’intervento continuava la discussione dicendo che pretendeva le scuse da questa donna".

Il sindacato Usb ha chiesto un‘indagine e un intervento urgente all'amministrazione del "Gaetano Martino" e alla stessa rettrice Giovanna Spatari. "Questi fatti sono gravi e noi andremo avanti nel difendere quello che nel 2024 in un ambiente lavorativo non dovrebbe mai accadere". E l'Università avrebbe già avviato tutti gli accertamenti del caso. 

Nel reparto altre criticità: "A volte un solo infermiere per 19 pazienti"

Ma all'interno del reparto di Chirurgia Pediatrica ci sarebbero altri disagi, come denuncia Rosa Lisitano. Il soprannumero di ricoveri sono ormai giornalieri - spiega -  e soprattutto per conto di altre Unità Operative che a quanto pare usano i posti letto di questa Unità come base per i loro ricoveri nonostante le procedure aziendali dicono altro. Sono infatti oltre 20 giorni che risultano in chirurgia pediatrica due ricoveri della Pediatria con infezioni curati da consulenze infettivologiche. Carichi di lavoro eccessivi per gli operatori oltretutto dimezzati per il periodo di ferie. Ma la cosa più importante è che a quanto sembra non ci sono le giuste postazioni d’ emergenza e alcuni giorni per quanti ricoveri ci sono stati nelle stanze, (ricordiamo che ci sono pure i genitori accompagnatori) l ‘operatore non riusciva a muoversi correttamente per posizionare la terapia, figuriamoci in caso d’ emergenza. Ci segnalano inoltre letti non a norma che hanno già causato eventi avversi anche negli operatori".

"Continua inoltre, nonostante la Nostra denuncia, la consuetudine di non far restare i bambini appena operati nella Recovery Room della sala operatoria, che arrivano, nonostante gli eventi avversi avvenuti, direttamente in reparto in delirium post anestesia, dove molte volte c’è un solo operatore a gestire tutta la situazione. Ricordiamo inoltre che in questa Unità di notte e nei festivi non ci sono medici che sono reperibili a casa. La nostra O.S. come se non bastasse, è venuta a conoscenza che l’ortopedia pediatrica che non ha un suo reparto e non esiste in pianta organica e che usufruisce della chirurgia pediatrica per ricoveri e operazioni, con un ulteriore aggravio del carico di lavoro farà pure l’abbattimento di liste d’attesa in questa Unità, cosa inaccettabile per tutti gli operatori. Crediamo che si sia toccato il fondo, ci sono stati giorni che un solo infermiere ha dovuto gestire 19 pazienti e il rischio di incorrere in eventi avversi è grande. Il personale è in burnout, rabbia e depressione sono i sentimenti che in questo momento sentono i lavoratori di questa Unità e la nostra organizzazione sindacale denuncerà all‘Ispettorato e all’Ufficio di Vigilanza Regionale questa grave situazione. L’ abbattimento delle liste d’attesa non si fa’ sulla pelle di chi in reparto resta solo a cercare di governare una situazione per gli interessi che non sono certo dell’utenza che non potrà mai avere la giusta assistenza che merita. Ma a quanto pare questa non è la priorità nelle intenzioni di chi amministra, che dipinge sui social un cielo di un azzurro che esiste solo nelle loro menti".

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