Cronaca

Policlinico, trasferimento della Neurologia al padiglione E: monta la protesta dei responsabili dei centri

Quattro strutture di riferimento regionale più una serie di laboratori dovranno andare entro maggio nei locali che ospitano l'archivio. Todaro della Fgu Gilda: “Non si comprende la ratio, mancano perfino i servizi igienici e asscensore”

Medici e docenti di neurologia davanti al padiglione W stamattina per protestare dopo che il direttore Giuseppe Vita ha comunicato la decisione della direzione sanitaria di trasferirli tutti al padiglione E.

Una mazzata per tutti i centri di riferimento regionale che al Policlinico ospitano e curano complessivamente circa ottomila pazienti l’anno.

Si tratta di quattro centri di riferimento regionale: quello per la diagnosi e cura dell’epilessia diretto dalla professoressa Adriana Magaudda,  diagnosi e cura dei disturbi del sonno diretto dalla professoressa Rosalia Silvestri, diagnosi e cura delle demenze del prof Massimo Raffaele, diagnosi e cura delle cefalee del dottore Massimo Autunno, nonché  il centro per le cefalee, l’ambulatorio per le malattie cerebrovascolari e l’ambulatorio di medicina del sonno e monitoraggio della pressione arteriosa seguito dal dottore Giuseppe Mento più due laboratori di elettroencefalografia.

Tutti insieme “appassionatamente” devono chiudere baracca e burattini per andare entro la fine del mese al secondo piano del padiglione E, in atto adibito in gran parte ad archivio, dove sono stati avviati lavori di ristrutturazione per dividere gli ambienti e rifare parte del controsoffitto.

Ma cosa contestano dei nuovi locali? “Tutto – spiega Paolo Todaro, responsabile sindacale della Fgu Gilda Unams dipartimento Università – vorrebbero sbattere quattro centri di eccellenza in una catapecchia e non si comprende la ratio. Sono locali che non potranno mai essere messi a norma.  Non ci sono ascensori ma solo un montacarichi, nè vie di fuga. Ancora più grave l’assenza di servizi igienici e di un’adeguata aereazione che soprattutto il periodo di emergenza legato al coronavirus impone. Ma se lo immagina un paziente che va lì con demenza che si deve trattenere la pipì? Per garantire il distanziamento è possibile l’accesso di un solo paziente alla volta e i medici non potranno portarsi neanche le attrezzature che usano in questo momento”.

Ma per quale motivo devono essere trasferiti? “Il padiglione W, da quando è in atto l’emergenza Covid, ospita anche personale trasferito dal padiglione H, quello attualmente destinato ai pazienti di Coronavirus. Evidentemente, si è pensato di separarli nuovamente solo che invece di spostare gli ‘ospiti’ hanno fatto il foglio di via a quelli che c’erano prima. Non conforta neanche l’ipotesi che il trasferimento sia temporaneo e che potrebbero poi andare al padiglione H. Se così è, mi chiedo allora perché non riportano il personale che c’era prima nella loro struttura? Tra l’altro, apprendiamo che fortunatamente il padiglione H si sta svuotando in quanto l’emergenza Covid rientra e ci sono meno esigenze di posti letto. La verità è che per ora sono in atto tutta una serie di lavori continui e inutili. Uno sperpero di soldi mai visto prima. Pensi che attualmente c’è il padiglione A di ostetricia e ginecologia semivuoto che è già a norma. Lì basterebbero solo alcuni piccoli interventi e con ci sarebbe bisogno di spostare neurologia”.

Interpellati sull'argomento la direzione sanitaria si è riservata di rispondere in un secondo momento. 

Nelle foto in basso cartelle cliniche e alcune stanze del padiglione E

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