Cronaca

Messina ricorda i due poliziotti uccisi a Trieste, “Senza retorica e senza polemiche il nostro cuore era ed è con loro”

Nel giorno del lutto, il Sim rende omaggio a Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. Ma si lavora ancora per ricostruire quello che accaduto. La madre del giovane domenicano: “Non so come chiedere perdono alle famiglie”

Si è pregato in tutta Italia oggi per i poliziotti uccisi ieri in una sparatoria in Questura a Trieste. A chiedere una catena di preghiere in tutte le parrocchie della diocesi è stato l'arcivescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi. A Trieste è stato il giorno del lutto cittadino.

Un cordoglio a cui ha voluto partecipare anche Messina. Il Sim ha sentito la forte necessità di rendere omaggio alla caserma Zuccarello, ai due colleghi, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, uccisi ieri. 

“Senza retorica e senza polemiche il nostro cuore era ed è con loro”, hanno affermato i fautori dell’iniziativa, deponendo una corona di fiori. Sono intervenuti, tra gli altri, il segretario generale provinciale di Messina, Raffaele Spedicati, e il segretario generale regionale, Maurizio Mastrosimone, i quali sono stati accolti in caserma dai  dirigenti dell’ufficio di gabinetto del questore di Messina. 

Una giornata questa in cui si omaggiano i poliziotti morti e si lavora ancora per ricostruire quello che è accaduto in Questura. 

E' accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio Alejandro Augusto Stephan Meran, 29 anni, che aveva appena rubato uno scooter e per questo era stato fermato dagli agenti. L'uomo sarebbe affetto da disturbi psichici. Oggi la madre del giovane domenicano, dopo aver chiesto "perdono alle famiglie" delle vittime, ha raccontato che la sera prima della sparatoria il figlio sentiva delle voci "che lo stavano perseguitando e lo volevano ammazzare".

"Mi dispiace tanto, non so come chiedere perdono a queste famiglie" ha detto Betania, la madre di Meran. "Prego Dio che dia loro pace e che un giorno possano perdonare. Mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio - ha aggiunto commossa - cosa si può dire ad un padre che perde un figlio o a un figlio che perde il padre? Non c'è nulla che si possa dire per confortare un dolore così”.

L'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere agli inquirenti, i quali ritengono che sussista il pericolo di fuga e di reiterazione di reato e per questo ne hanno chiesto la custodia cautelare in carcere. Sequestrate le fondine delle due vittime, per verificarne l'integrità. Intanto si apprendono nuovi particolari della sparatoria: Meran, dopo aver sottratto la pistola all'agente Pierluigi Rotta, gli ha sparato due volte. Uditi gli spari, l'altro agente Matteo Demenego è uscito dall'ufficio ed è stato raggiunto da tre colpi. Intanto il fratello di Meran, Carlysle, si era barricato in un ufficio poi è fuggito, prima di essere bloccato. 

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