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Cronaca

"Stop opere inutili": a Paestum protestano 300 giovani da tutta Italia: ponte sullo Stretto al primo posto

In azione attiviste e attivisti di Legambiente in occasione della giornata finale dello Youth Climate Meeting 2023

Al primo posto delle opere inutili c'è il Ponte sullo Stretto. Uno striscione di 300 metri quadrati con scritto “Stop alle opere inutili” è stato srotolato sulla spiaggia dell’Oasi dunale di Paestum in provincia di Salerno. In azione oltre 350 attiviste e attivisti di Legambiente, che in occasione della giornata finale dello Youth Climate Meeting 2023, hanno manifestato così il loro dissenso, indicando quelle per l’associazione ambientalista sono alcune delle opere inutili che in Italia rallentano la transizione ecologica con ingente sperpero di risorse economiche.

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Dal Ponte sullo Stretto di Messina ai nuovi rigassificatori, dall’impianto di Cattura e Stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) a Ravenna alla dorsale adriatica SNAM, dalla Tav Torino Lione all’inceneritore di Roma, dal collegamento stradale veloce tra l’autostrada A2 del Mediterraneo e la variante alla Ss18 ad Agropoli alle attività di ricerca ed estrazione di petrolio e gas in Val D’Agri, in Basilicata, solo per citarne alcune.

La protesta

“Il Paese è di fronte ad un bivio tra una dannosa conservazione del modello produttivo ed energetico e un auspicabile cambio di rotta fondato sull’innovazione e non può sbagliare strada – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -. L’intensificazione degli eventi climatici estremi ci impone di velocizzare la transizione ecologica, ma sono ancora troppi i progetti che rischiano di rallentare la riconversione ambientale dell’economia italiana. Il Paese ha bisogno di impianti, opere e infrastrutture che vanno nella direzione della decarbonizzazione e che meritano di essere replicati in tutte le regioni, come quelli che stiamo visitando con la nostra nuova campagna itinerante sui cantieri della transizione ecologica, che ha già fatto tappa nella fabbrica di pannelli fotovoltaici di Catania e nell’impianto di produzione di biometano da reflui zootecnici di Schiavon (VI). Rinunciare alle inutili costose grandi opere è necessario anche per recuperare le risorse economiche per la tutela e la sicurezza del territorio e per la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico”. 

Le opere inutili secondo Legambiente

Queste le 19 opere inutili censite da Legambiente:

1)      Ponte Sullo Stretto di Messina

2)      Tav Torino - Lione

3)      Aeroporto di Peretola in Toscana

4)      Impianto di Cattura e Stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS) di Ravenna

5)      Inceneritore di Roma

6)      Gasdotto Dorsale Adriatica: dalla Puglia (Massafra) all’Emilia-Romagna (Minerbio)

7)      Rigassificatori fissi di Porto Empedocle e Gioia Tauro o galleggiante di Portovesme

8)      Attività di ricerca ed estrazione di petrolio e gas in Val D’Agri in Basilicata

9)      Impianto Panigaglia di La Spezia. Progetto di small scale e truck loading

10)   Investimenti sull’idrogeno per i trasporti stradali e ferroviari

11)   Pedemontana lombarda

12)   Autostrada Cremona-Mantova

13)   Superstrada Vigevano-Malpensa

14)   Cispadana e Bretella Campogalliano – Sassuolo.

15)   Passante stradale Nodino di Perugia

16)   Collegamento stradale veloce tra l’autostrada A2 del Mediterraneo e la variante statale n. 18 ad Agropoli

17)   Nuovi impianti di risalita sull’appennino nel cratere del sisma nelle Marche

18)   Nuova pista da bob a Cortina

19)   La vasca di colmata nel porto di Brindisi

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