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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Cronaca

Ponte, consegnato il progetto "definitivo" tra contenziosi irrisolti e l'incognita fondi

Arriva alla Stretto di Messina la relazione di Eurolink che ora dovrà superare tutte le verifiche tecniche. Ma i nodi sono altri e investono anche la legittimità di una gara affidata con decreto. Busia (Anac): "Un regalo del governo a una impresa privata"

“Il governo ha scelto un progetto vecchio di oltre dieci anni e ha fatto un gran regalo a un’impresa privata”.

Accoglie con questa parole il presidente dell’Anac Giuseppe Busia, al Festival di Restart organizzato a Roma dall’associazione antimafie da Sud, la notizia della consegna da parte di Eurolink del progetto definitivo del Ponte alla società Stretto di Messina.

La consegna è avvenuta ieri, “nei tempi previsti” si legge in una nota di Eurolink anche se si tratta di un nuovo step che arriva dopo “50 anni di lavoro, studi ed analisi”. Naturalmente occorrerà ora effettuare tutte le verifiche tecniche prima di considerarlo esecutivo.

L'annuncio di Webuild 

L'annuncio è arrivato dall'Ad di Webuild, Pietro Salini in video collegamento con la convention di Forza Italia a Paestum. "Abbiamo firmato l'altro giorno con la Stretto di Messina spa l'atto prodromico che rinnova le pattuizioni industriali e siamo pronti a stipulare il contratto una volta che le operazioni sono fatte. Con la consegna di oggi si conclude l'iter di tutte quei processi che erano stati previsti dal decreto che ha ripristinato il Ponte di Messina''.

“Le modifiche descritte nella relazione di Eurolink aggiornano il progetto del ponte e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari rispetto alla più recente evoluzioni tecnologiche e norme tecniche per le costruzioni – è il comunicato ufficiale della società - al fine di incrementarne il livello di sicurezza e compatibilità ambientale, per un’opera che rappresenta una sfida tecnologica e una vetrina dell’ingegneria italiana nel mondo. L’aggiornamento del progetto definitivo rappresenta il culmine di anni di lavoro coordinato di centinaia di ingegneri, tecnici, professori universitari e ricercatori. Questi esperti – continua la nota - hanno lavorato per sviluppare soluzioni progettuali in grado di garantire i più alti livelli di sicurezza, efficienza, sostenibilità ambientale e impatto economico e sociale per il Ponte sullo Stretto, un’opera di straordinaria complessità. Particolare attenzione è stata dedicata alla stabilità della struttura e alla sua resistenza ai venti ai terremoti. Il ponte è stato progettato per resistere a intensità del vento estreme, largamente superiori al vento più intenso mai registrato nello Stretto. Dal punto di vista sismico, l’integrità strutturale dell’opera è stata verificata per eventi di magnitudo superiore all’eccezionale terremoto di Messina del 1908. Gli studi preliminari e le analisi condotte nel corso degli anni hanno reso l’area tra Messina e Reggio Calabria tra quelle più studiate nel Mediterraneo. L’opera è destinata a diventare il ponte sospeso più lungo al mondo, con una campata complessiva di circa 3.660 metri e una luce centrale sospesa di 3.300 metri. La sua piattaforma, tecnicamente chiamata impalcato, avrà una larghezza totale di circa 60 metri, e le due torri collocate a terra, che andranno a reggere l’intera struttura, raggiungeranno un’altezza di 399 metri. La struttura accoglierà due carreggiate stradali con tre corsie per direzione (due di marcia e una di emergenza) e una linea ferroviaria a doppio binario, consentendo un flusso di 6.000 veicoli all’ora e fino a 200 treni al giorno, rivoluzionando la mobilità dell’area e dell’intero Sud Italia”.

I nodi contenzioso e gara

Si tratta complessivamente – anche se aggiornato – del progetto di oltre dieci anni fa. L’impresa che lo ha realizzato è la stessa che ha chiesto i danni allo Stato quando il governo aveva cambiato idea e deciso di non realizzare più l’infrastruttura. Ha chiesto 700 milioni di euro di danni al giudice che però gli ha dato torto ma l’impresa, ancora oggi, non ha rinunciato al contenzioso che è ancora in corso davanti al giudice di secondo grado.

Un aspetto che fa storcere il naso non solo ai detrattori del ponte ma anche a chi – come il presidente dell’autorità anticorruzione – paventa un forte rischio a carico del pubblico per la mancata assegnazione dell’appalto tramite gara.

Tutti nodi che infiammano il dibattito e aprono mille interrogativi. Tranne che in alcuni esponenti della Lega: “Mentre qualcuno di sinistra, un paio di comitati e i soliti personaggi di una vecchia politica si accaniscono per denigrare il Ponte sullo Stretto di Messina e il ministro Matteo Salvini che molto sta facendo per la sua realizzazione, noi portiamo a casa un nuovo importantissimo risultato – è il commento del senatore Nino Germanà - Con la consegna di oggi dell'aggiornamento del progetto definitivo dell’opera, si schiaccia infatti l’acceleratore: i primi cantieri già nell'estate del prossimo anno e circa 2 miliardi di euro. La Lega è per lo sviluppo del Paese; nuove infrastrutture come il Ponte vanno esattamente in questa direzione, con buona pace di chi vorrebbe l’Italia senza crescita e futuro”.

“Consegnato l’aggiornamento del progetto definitivo del ponte sullo Stretto, un’opera innovativa da troppo tempo attesa – plaude anche il deputato della lega Anastasio Carrà - fortemente voluta dal ministro Matteo Salvini. A chi finora ha solo giudicato, gettando fango e scommettendo contro il nostro Paese noi rispondiamo con i fatti. Chi tifa contro il ponte, tifa contro lo sviluppo dell'Italia. Noi andiamo avanti”.

L'entusiasmo e i fondi che (non) ci sono

Esulta anche la deputata messinese di Forza Italia Matilde Siracusano. “La Webuild ha presentato il progetto definitivo, con la allegata relazione di aggiornamento, per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina – scrive la Siracusano, che insieme al compagno presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto sogna di intitolarlo già al presidente Silvio Berlusconi - L’annuncio fatto da Pietro Salini alla festa di Forza Italia, in corso a Paestum, rappresenta un altro importante passo in avanti verso un traguardo storico per il nostro partito e per questo governo. Adesso, dopo le verifiche dei tecnici indicati dal Ministero, la Webuild potrà firmare il contratto e prepararsi alla posa della prima pietra, per poi cominciare i lavori già nel 2024. Il Ponte sullo Stretto sarà una grande occasione per le Regioni del Mezzogiorno, porterà in Sicilia e in Calabria lavoro, investimenti, turismo, nuove opportunità. Questa è la volta buona, avanti per trasformare in realtà uno dei sogni del presidente Silvio Berlusconi”.

Un sogno che però deve ancora trovare i fondi necessari alla realizzazione. Anche Forza Italia e Fratelli d’Italia su questo aspetto frenano con la premier Giorgia Meloni che sull’opera mantiene il silenzio in pubblico ma a porte chiuse avrebbe invitato i suoi alla “serietà” senza cedere a “promesse da campagna elettorale”.

E mentre oggi a Messina si annuncia una domenica all’insegna del No in Piazza Lo Sardo dove si riunirà alle 16.30 il movimento No Ponte, il Comitato fondato dall’ex vicesindaco Guido Signorino e da Elio Conti Nibali prova a fare chiarezza sulle dichiarazioni del sottosegretario al Mef, Federico Freni, a Coffee Break su La 7 dove ha annunciato che c’è il progetto esecutivo per il Ponte “ci sono i fondi e si partirà con il cantiere l’anno prossimo con un primo finanziamento di 2 miliardi”.

"Ci sono i soldi? Diamoli per opere utili"

“Il sottosegretario al Mef Federico Freni, per non smentire il suo leader Salvini, racconta la favoletta che il progetto esecutivo c’è e che quindi i cantieri del Ponte potrebbero avviarsi già l’anno prossimo – affermano i rappresentanti di Invece del Ponte - Niente di più falso. Siamo ancora nella fase dell’aggiornamento di un progetto definitivo, tutt’altra storia rispetto a percorsi e procedure tutti ancora da avviare”.

“Siamo lieti che il Governo intende stanziare due miliardi per lo sviluppo dell’area dello Stretto – afferma il Comitato –, almeno per il miliardo sponda Messina, possiamo elencare i migliori utilizzi possibili per le reali necessità del territorio, invece del Ponte. Finanzi con 50 milioni il completamento del porto di Tremestieri, liberando definitivamente Messina dal traffico dei Tir; destini 510 milioni per la riqualificazione dei navigli e del materiale rotabile e degli approdi e stazioni dello Stretto di Messina; recuperi i 274 milioni previsti, e poi tagliati, dal Pnrr per opere di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile dei nostri luoghi; utilizzi 100 milioni per disinquinare tutta l’area della Falce e per la sua definitiva valorizzazione; riservi 80 milioni alla realizzazione della “piastra logistico-distributiva” e al suo collegamento col porto di Tremestieri; dedichi 10 milioni a un piano integrato per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza in chiave antisismica; usi 13,5 milioni per la messa in sicurezza e la prevenzione dal rischio idrogeologico per i torrenti di Messina e per il monitoraggio del rischio ambientale; realizzi con 10 milioni il “revamping” del digestore anaerobico dell’impianto di depurazione di Messina, con risparmio sullo smaltimento dei rifiuti della città e produzione di energia elettrica da biomasse. E, se resterà qualcosa del miliardo, finanzi in tutta la nostra provincia opere davvero necessarie ed urgenti per la viabilità, stradale e autostradale, e per la messa in sicurezza del territorio che frana ad ogni acquazzone. Basta chiacchiere e annunci lontani dalla realtà”.

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