Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Il Ponte mette d'accordo anche gli armatori, il convegno sull'opera a bordo di un traghetto privato

Sulla nave "Elio" il confronto organizzato dal sindacato Cisl. Una location non casuale segno evidente di una comunità d'intenti che coinvolge anche i privati

Parlare di ponte sullo Stretto a bordo di un traghetto, per di più di una compagnia privata. Una combinazione di luoghi e momenti sicuramente particolare quella avvenuta oggi, ma che rende l'idea di come l'opera metta d'accordo anche chi in teoria dovrebbe sentirsi danneggiato. Parliamo di Caronte&Tourist che sulla nave "Elio" ha ospitato il convegno della Cisl incentrato proprio sul progetto che prevede il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Una mobilità alternativa a quella che c'è oggi visto con i traghetti unici mezzi di collegamento tra le due sponde per passeggeri e merci. E non a caso, Vincenzo Franza, amministratore delegato della compagnia di navigazione messinese, nel suo breve intervento di saluto ha sottolineato la necessità di adottare una visione strategica riguardo al Ponte, superando gli interessi personali in favore dello sviluppo. Un benestare all'opera ribadito in diverse occasioni da un'azienda, la più importante per posti di lavoro offerti in città, evidentemente pronta a reinventarsi quando il ponte sullo Stretto verrà costruito. 

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A bordo, oltre ai presidenti di Sicilia e Calabria Renato Schifani e Roberto Occhiuto,  anche i vertici di Ferrovie dello Stato con l'ad Luigi Ferraris a rappresentare le centinaia di lavoratori che ogni giorni prestano servizio sui traghetti pubblici e sui mezzi veloci tra Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria. Tutti insieme in nome di congiuntura astrale, anzi politica, che fino a pochi anni fa sembrava impossibile, soprattutto dopo che il governo Monti aveva messo la pietra tombale sul progetto, definendo il ponte sullo Stretto come opera non prioritaria. Oggi il decreto pronto a diventare legge ha riaperto tutto e a breve entrerà a regime anche la tanto discussa Stretto di Messina Spa, la cui governance sarà resa nota già in serata. 

A fare da collante la Cisl, l'unico tra i più importanti sindacati a puntare in modo deciso sul ponte. "Si tratta di una straordinaria e grande opportunità di crescita e sviluppo - ha detto il segretario nazionale Lugii Sbarra -  da inserire in una strategia complessiva. Porterà tanta occupazione, si stimano fino a 100mila posti di lavoro, per dare una grande risposta ai bisogni di Sicilia e Calabria. L'opera va sostenuta,  consente continuità territoriale e sarà un collegamento tra l'intero Paese e l'Europa. Penso sia la volta buona, c'è la volontà politica dopo l'ok al decreto, registriamo tanta disponibilità. Adesso bisognerà lavorare per il progetto esecutivo e ragionare sui costi finanziari dell'opera con risorse da cercare anche in Europa o tramite i privati".

Sulla stessa linea anche il segretario generale Cisl Messina, Antonino Alibrandi. "Come Cisl lo sosteniamo da tempo e oggi l’opinione pubblica ha finalmente compreso che il Ponte sullo Stretto non è un’opera messinese o reggina, ma è una infrastruttura nazionale ed europea. È un attrattore di opportunità ed un’occasione straordinaria di crescita, coesione e sviluppo da cogliere tutti insieme. Bisogna inserire il ponte in una strategia complessiva di investimenti infrastrutturali per consentire all’Italia di giocare un ruolo da protagonista nel Mediterraneo.  Ma in vista della realizzazione del Ponte bisogna cominciare ad allestire luoghi di formazione, crescita e specializzazione della manodopera che dovrà costruire il Ponte e poi lavorare per la manutenzione. Oggi il vero investimento deve essere quello di investire sulle persone, sul capitale umano".

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