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Cronaca Torre Faro

Il Ponte e i timori di chi dovrà lasciare casa: "Abito proprio dove dovrà sorgere uno dei piloni"

Crescono dubbi e incertezze tra i messinesi coinvolti nel piano espropri che a breve sarà pubblicato dalla Stretto di Messina. Ma in caso di riconoscimento di pubblica utilità dell'opera l'iter andrà avanti

La questione espropri è tra le più delicate tra quelle direttamente collegate al Ponte . Il 3 aprile la Stretto di Messina renderà noto l'elenco aggiornato con tutti gli edifici e i terreni interessati, direttamente e indirettamente, dai lavori che il governo vuole iniziare già questa estate. Ma ancora gli step da compiere sono tanti e importanti, dalla Valutazione d'Impatto Ambientale al via libera del Cipess, per poi giungere alla redazione del progetto esecutivo. Intanto, i messinesi si interrogano, soprattutto quelli chiamati a dover lasciare la propria casa o il proprio negozio. Si tratta comunque di un provvedimento che è stabilito dalla legge quando emerge la pubblica utilità dell'opera. Il riferimento normativo è il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, in seguito più volte aggiornato.

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Tra questi c'è Mariolina De Francesco, la cui abitazione ricade proprio nell'area dove dovrebbe sorgere uno dei piloni. "Io ho una casa dove vivo sempre, estate e inverno, da 22 anni. Non è una seconda, terza o quarta casa, come dicono loro. Non è un'abitazione abusiva - spiega la donna a LaPresse -  e si trova in località Torre Faro. Il mio condominio ricade al centro esatto dell'area degli espropropri. Diecimila persone espropriate dove se ne vanno? In una città che in tante zone è già devastata comunque. Non se ne può proprio più. Questa storia è diventata un incubo - dice De Francesco -. Io mi ricordo fin da bambina, alla fiera campionaria di Messina negli anni '70, lo stand con il modellino del ponte. E mia madre mi dice che ancora prima si parlava di questo maledetto ponte. Ci sono 3 o quattro associazioni con centinaia e centinaia di persone che lavorano attivamente contro questa cosa". Domani sarà pubblicato l'avviso di avvio del procedimento per l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità, che sarà sancita con l'approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina da parte del Cipess. "La mia idea è che loro sanno di non poterlo fare il ponte - spiega -. Ci hanno detto di potere 'aggiustare in corso d'opera' le criticità legate ai fattori di rischio ambientali. Ma come si fa a fare questi discorsi sulla pelle della gente".

Sull'argomento l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha giàassicurato massima attenzione durante l'intervento a Palazzo Zanca nella commissione consiliare dedicata all'attraversamento stabile. "Il tema espropri - ha detto l'amministratore delegato - è delicatissimo e vogliamo trattarlo in piena sintonia con il territorio. La prossima settimana sarà disponibile l'aggiornamento del piano con tutti gli edifici coinvolti. I cittadini potranno ricevere ogni tipo di informazione grazie all'intesa con il Comune di Messina. Nessuno verrà cacciato fuori di casa dall'oggi al domani. Tutto avverrà comunque dopo l'approvazione della pubblica utilità dell'opera". L'attesa è quindi per la redazione del Piano che fornirà risposte più certe ai tanti messinesi che finora sanno di dover lasciare la propria casa senza però avere tra le mani alcun atto ufficiale. Un'incertezza, vista la complessità dell'argomento, da cui bisogna liberarsi il prima possibile. Al Palacultura sarà allestito dal prossimo 8 aprile un infopoint che ha l'obiettivo, come spiegato dalla stessa Stretto di Messina, di informare la cittadinanza fugando ogni dubbio.

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